Dove sei, Msy Maffioli

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La redazione è arrivata fino al proprietario del profilo autore dei post esecrabili

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In questi giorni molti sono inorriditi per delle frasi pubblicate su un profilo facebook. Molti giornalisti, testate e uomini politici si sono, giustamente, indignati per parole al limite dell’assurdo, talmente lesive da rasentare il linciaggio pubblico.

“Non te la prendere, io sto ancora godendo per l’eroe Mirco Tomic al carnevale di Locarno.”

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“Comunque festeggiate ragazzi, io domani mattina entro in Svizzera a rubare ancora un po’ di lavoro a qualche disoccupato svizzero.”

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Noi abbiamo cercato di capirci qualcosa. Il fantomatico Msy Maffioli è un estremista di destra che nel suo profilo pubblica rimandi ai forni per bruciare i comunisti, pubblica foto di Salvini e immagini del Duce. Leggendo le sue parole, Msy Maffioli dovrebbe lavorare in Svizzera, e infatti soprattutto da destra si è immediatamente cavalcato lo stereotipo del frontaliere cattivo, ladro e approfittatore. È inutile dire che Maffioli non rappresenta 65’000 persone ma solo se stesso e la sua concezione idiota di umorismo.

Tra i nomi degli amici di Msy Maffioli c’è quello di un Paolo (nome di fantasia) Maffioli, che lavora in un bar di Luino. Un profilo che ha analogie con quello incriminato.

Da noi contattato sul lavoro, il signor Maffioli si dichiara estraneo ai fatti e ci racconta che il profilo di Msy Maffioli non è il suo, ma di un suo amico. Questo amico avrebbe avuto il profilo hackerato. Però nell’indirizzo Facebook del profilo di Msy Maffioli il nome che figura come referente è “Paoletto Maffioli”.

Ulteriori ricerche ci permettono di scoprire che a capo del profilo di Msy Maffioli non ci sarebbe Paolo Maffioli, ma un suo parente che effettivamente lavora in Ticino in un grande magazzino del Luganese.

Tutte queste indagini, ci permettono di stabilire una cosa, a prescindere dalle persone coinvolte, che anche per puntiglio nostro abbiamo voluto cercare.

Questa è una sporca guerra: da entrambe le parti, Svizzera e Italia, ci sono frange di destra e di estrema destra che non fanno che acuire un problema che dovrebbe essere affrontato con serenità e lucidità, e non insultandosi con cattiveria e crudeltà.

È giusto sanzionare queste persone ed è anche giusto che la società le isoli e le metta all’indice da entrambe le parti perché, e siamo onesti, non è che dalla nostra parte non saltino mai fuori post ignobili e cattivi contro lavoratori frontalieri.

La società civile non deve ascoltare gli imbecilli, ma creare le premesse per il dialogo, solo così si risolvono realmente i problemi.

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