Gli imbecilli oltranzisti sono ovunque

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Proteste e minacce in India da parte dei fondamentalisti indù per un film a sfondo storico

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Un film di Bollywood su un poema indiano del sedicesimo secolo. Agli indiani piace tradurre in film i poemi epici o i passi delle scritture indù. La bella Deepika Padukone, protagonista, impersona una regina che nel 1300 si immolò ardendosi viva per non cadere nelle mani del nemico.

La pellicola, diretta dal regista indiano Sanjay Leela Bhansali è stata censurata, non si sa bene perché, dal Cbfc, l’organismo indiano di censura preventiva. Ma non solo, il set durante la lavorazione ha subito vandalismi e regista e protagonista hanno ricevuto minacce di morte.

Una triste faccenda di oltranzismo, che raggiunge spesso il suo picco nei Paesi arabi e che da noi è mascherata sotto altre spoglie, anche perché una gogna sui social vale quanto la censura dello Stato.

Il gruppo Akhil Bhartiya Kshatriya Mahasabha (Abkm), il maggior detrattore della pellicola, ha espresso elegantemente il suo dissenso in questo modo:

“Deepika dovrebbe sapere cosa si prova ad essere bruciati vivi. L’attrice non potrà mai immaginare il sacrificio della regina. Siamo pronti a dare 10 milioni di rupie (circa 100’000 franchi NdR) a chi dovesse bruciarla viva. Chiediamo agli organizzatori di mostrarci il film prima che sia autorizzato ad andare nelle sale”.

È nelle ultime parole l’assurdità della crocifissione metaforica, dell’odio senza grandi radici come quello che spesso viaggia sui social:

“…Chiediamo agli organizzatori di mostrarci il film prima che sia autorizzato ad andare nelle sale”

Di mostrarci il film.

Nemmeno l’hanno visto, il film, questi imbecilli, ma sono disposti a pagare per vedere bruciare la bella Deeptika. Una sola cosa è confortante, gli squallidi prepotenti, gli ignoranti saccenti, i prevaricatori, i depositari della verità assoluta, quella che ti rende “migliore” degli altri sono, come l’ignoranza, equamente distribuiti in tutto il mondo.

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