La LIA azzoppata

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Il TRAM ha accolto il ricorso di una ditta contro la legge sull’obbligatorietà dell’iscrizione all’albo degli artigiani. E Zali ora parla di passo indietro. Pensarci prima, no?

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Che la Lia fosse un pasticciaccio brutto lo si capiva anche, nonostante l’incensatura del Dipartimento del Territorio che sventolava come un successo le adesioni degli artigiani all’albo. Adesioni che erano obbligatorie.

La LIA aveva avuto un percorso difficile e faticoso fin dall’inizio. Nell’agosto 2016, una raccolta firme di più di 4600 persone, per la maggior parte artigiani, chiedevano la sua abrogazione. (leggi qui). In novembre dello stesso anno, era stata la COMCO, la Commissione Federale per la Concorrenza a bacchettare la LIA perché violava di fatto la concorrenza intercantonale. (leggi qui). COMCO che tornava alla carica nel febbraio 2017 mettendo in dubbio anche altri settori che sottostavano a normative cantonali non idonee. (leggi qui).

Nell’estate di quest’anno, sono state le statistiche a designare il suo fallimento: se infatti il numero dei padroncini era calato del 36%, erano aumentati nel contempo del 20,7% i lavoratori temporanei. In tutto questo i nostri piccoli artigiani sono confrontati, oltre che con la tassa, anche con un carico burocratico notevole.

Oggi è il Tram a dare un’altra mazzata alla LIA, con una sentenza che potrebbe mettere in forse l’esistenza dell’albo stesso, rendendo discutibile la sua obbligatorietà. Il Tram ha accolto il ricorso di una ditta del Sopraceneri perché l’iscrizione alla LIA sarebbe lesiva della libertà economica. È lecito pensare che altre ditte, forti di questa sentenza, faranno ricorso per essere esonerate dall’obbligatorietà dell’iscrizione.

Secondo il tribunale amministrativo, infatti le restrizioni della LIA rendono dubbiosa la sua applicazione:

“sorretto da un sufficiente interesse pubblico e soddisfare il principio della proporzionalità” – scrive il tribunale- “giustificare le restrizioni della libertà economica appare alquanto carente”.

Come riporta Tio, Zali ha dichiarato che non è escluso un passo indietro definitivo su questa legge. Ci si domanda a questo punto se migliaia di artigiani, ormai probabilmente inferociti, chiederanno dei risarcimenti. E sì che i giuristi del Territorio queste cose avrebbero dovuto saperle

Oggil la LIA più che zoppa sembra senza gambe.

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