Antifascismo, forse è troppo tardi

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Alla manifestazione antifascista di sabato a Como pesa l’assenza del sindaco e della giunta leghista. E intanto i neofascisti crescono, nel silenzio della Destra e di parte del Centro.

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Erano in 10’000, sabato a Como a protestare contro il fascismo. C’è chi dice che la manifestazione fosse sponsorizzata dal PD, ma in realtà questo ha poca importanza. Perché essere antifascisti non vuol dire essere comunisti, anarchici, liberali o socialdemocratici. Vuol dire essere contro un pensiero che non deve avere spazio in una società democratica. Perché quello fascista NON è un sistema o pensiero democratico. Punto.

È ancora utile scendere in piazza? Verrebbe da dire: sì, sempre . Ma c’è un’assenza spaventosa. Un’assenza che ci mostra nudi tutti i limiti di una protesta del genere, frequentata dal Presidente del Consiglio e dalla Presidente della Camera ma disertata dal Sindaco e dalla Giunta comasca, ovviamente leghista. Perché qualunque giunta democratica dovrebbe condannare le prevaricazioni, quelle recentemente attuate dai gruppuscoli naziskin (leggi qui). Non c’entra la politica, è sbagliato e basta. Come sarebbe sbagliato se degli estremisti di sinistra minacciosi andassero a una riunione del Comitato Polenta per Tutti della Lega.

Questo è ormai il fascismo, una serie di gruppuscoli confusi, vero, ma che si organizzano sempre più, grazie al bombardamento mediatico anti immigrati in mano alle televisioni private di Mediaset e che imperversa su migliaia di portali e pagine sui social. Una struttura che viene sistematicamente protetta dalla politica di destra, che se fino a ieri si dissociava, oggi minimizza, quando addirittura non protegge.

Che il Comune stesso accetti, perché è quello che fa, che assemblee di suoi cittadini vengano umiliate a casa loro, durante i loro incontri, da quattro teppisti pelati, è vergognoso anche per una giunta leghista, che dovrebbe purtroppo essere garanzia di democrazia anch’essa.

Stendiamo un pietosissimo velo sui 5 Stelle, anch’essi disertori della manifestazione, che nella totale incapacità di avere una linea politica chiara e decente sembrano avere l’unica certezza che la destra incazzosa, povera e arrabbiata è un ottimo bacino di voti. E si inventano allora improbabili scuse politiche per non aderire alla manifestazione antifascista.

E i fascisti? Ridono e gongolano, e fanno le vittime: “quello di Veneto Fronte Skinhead a Como è stato un atto pacifico, una manifestazione contro il business dell’immigrazione.”

Dichiara Roberto Fiore, il capoccione di Forza Nuova. E ancora ci annuncia che il movimento è: “…in mobilitazione completa contro il Pd e contro il gruppo di Repubblica e l’Espresso che sono la parte strutturale del clima di odio nei nostri confronti.”

Fanno loro le irruzioni, e sono le vittime.

A questo punto, in questa deriva europea, l’Italia sembra purtroppo persa, per colpa di una Sinistra debole, ma soprattutto di un Centro opportunista, che, come in una parodia storica, cavalca i fascisti senza rendersi conto che si può salire facilmente a cavallo di una tigre, ma è difficile scendere. Quando scendi la bestia ti fa a pezzi, sempre che tu riesca a farlo.

Non ci resta a questo punto che sperare solo negli anticorpi della democrazia tedesca, che ha sì la destra nazista, ma ha perlomeno fatto i conti coi fantasmi del suo passato. In Italia i fantasmi, invece, sono di carne e ossa.

 

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