In attesa di un terremoto

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C’è chi sottolinea le rischio sismico con intenti di prevenzione. E chi invece semplicemente per vendere una polizza assicurativa

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C’è chi aspetta l’autobus. Chi che si liberi il bagno. Altri ancora lo stipendio a fine mese. Insomma l’elenco sarebbe pressoché infinito o quasi e probabilmente non basterebbe una vita a compilarlo per intero. Ma fra le attese che di solito non si prendono in considerazione ce n’è una davvero inaspettata. Quella di un possibile terremoto. In Svizzera. “Un terremoto come quello del 1946 causerebbe danni immensi.” A farcelo presente è il titolo di una di quelle notizie “sponsorizzate” del Corriere della Sera. Per la precisione un’intervista al responsabile di un’importante e noto istituto assicurativo che, dati alla mano, ci espone il pericolo e i danni che un inatteso evento sismico potrebbe causare. Ovviamente va tenuto ben presente il fatto che chi parla lo fa con un secondo fine in mente. Appiopparvi una bella polizza assicurativa.

“Quando parliamo di terremoti, di solito pensiamo a catastrofi in terre lontane, come l’Indonesia e il Giappone. Anche in Svizzera, però, la terra trema regolarmente. Un violento sisma potrebbe verificarsi anche qui (…). L’ultimo terremoto grave in Svizzera è stato registrato nel 1946 e ha causato danni che, in proporzione, ammonterebbero oggi a miliardi di franchi. Nonostante siano passati più di 70 anni, non bisogna sottovalutare la possibilità che un evento simile si ripeta. Ogni anno il Servizio Sismico Svizzero registra oltre 500 scosse, l’ultima delle quali ha colpito il Canton Svitto a inizio marzo con una magnitudo di 4.6 gradi sulla scala Richter.”

Queste le parole e i toni di chi, dell’ipotesi di un sisma violento, ne fa una questione d’interesse lavorativo. Ma, a onor del vero, proprio perché a loro disposizione non hanno una sfera di cristallo con la quale prevedere con certezza cosa accadrà in futuro, anche gli esperti non sono da bicchiere mezzo pieno. Pur essendo la Svizzera un paese dove il rischio sismico è medio-basso, ogni 80-100 anni è possibile che si verifichino scosse sismiche con una forza tale da provocare seri danni a edifici e ad altre strutture costruite dall’uomo. Quindi, ipotizzare una forma di copertura che possa rendere disponibili in caso di bisogno ingenti capitali in breve tempo, è auspicabile. Ed è per questo che di un’assicurazione nazionale obbligatoria contro i terremoti in passato si è perfino discusso in Parlamento.

Nel frattempo, nella terra di mezzo fra ciò che è probabile ma non è certo, tra ciò che potrebbe succedere ma non per forza accadrà, c’è chi incrocia le dita. Chi non ci pensa. E chi invece sull’eventualità alimenta angosce e bisogno di sicurezza. Rassicurazioni e polizze assicurative personalizzate. Perché, ogni tanto è bene ricordarselo, tutti noi siamo seduti su di una pentola a pressione. Che prima o poi sfiaterà. Quando non è dato saperlo. Ma che lo farà, questo è certo.

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