Borradori, e la RSI non la difendi?

Continua il silenzio del sindaco di Lugano e di tutto il municipio sull’iniziativa No Billag, che avrebbe pesanti ripercussioni anche sulla città

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Mi permetto di fare dello stalking, anzi dell’ “ultra, ultra stalking” per chiedere al sindaco di Lugano Marco Borradori di scrivere un articolo sul Mattino della Domenica in cui spiega a chiare lettere ai cittadini ticinesi che voterà SÌ all’iniziativa “No Billag”.

E sì, perché il sindaco della città più importante e influente del Canton Ticino non può permettersi di rimanere silente davanti a questo appuntamento con le urne, da cui dipende un’azienda che, lo si voglia o meno, è fortemente radicata nella storia e nel territorio della Svizzera italiana. Forte anche del suo lungo percorso in Consiglio di Stato, Marco Borradori non può permettersi di nascondersi dietro un dito, lasciando che la campagna leghista su questo argomento venga fatta unicamente da Lorenzo Quadri. Perché dunque in via Monte Boglia non si fa di tutto per dare spazio sul settimanale del movimento proprio al suo esponente più rappresentativo? È forse fare dell’ultra-stalking – come asserisce l’ex coordinatore leghista Attilio Bignasca – chiedere una posizione chiara a Marco Borradori?

E già che siamo al capitolo “domande scomode”, perché finora nemmeno dal Municipio di Lugano è giunto un segnale chiaro su questa votazione? Si rende conto il Municipio che parecchi dipendente della RSI abitano proprio in città? Che se se l’azienda dovesse essere forzata alla chiusura, Lugano si ritroverebbe con un gran numero di disoccupati in più? O che tutto questo provocherebbe anche una riduzione delle entrate fiscali cittadine?

Borradori dovrebbe ricordarsi che gli interessi della città non sono quelli del foglio leghista e nemmeno quelli dei municipali leghisti. E sì, perché come fai a chiedere la chiusura di un’azienda se poi la prima vittima di questo fallimento è proprio la città di cui sei il sindaco? Ecco il dilemma di Borradori, e non è per nulla uno stalking chiedere chiarezza, semplice e limpida chiarezza. Un passo, forse per lui anche uno sforzo, che il sindaco deve ai suoi cittadini, a tutti, anche a quelli che non votano Lega e che non condividono la posizione “suicida” del movimento di via Monte Boglia su questo tema in votazione. Di questi tempi poi Borradori si sta impegnando parecchio nella difesa dell’aeroporto di Lugano-Agno, posizione più che legittima anche perché in gioco ci sono 70 posti di lavoro diretti e circa 400 altri impieghi legati all’indotto dello scalo.

Dunque perché per l’aeroporto Borradori si sta spendendo mentre per la RSI neppure un cinguettio? Forse perché il sindaco è intenzionato a votare in favore di No Billag? O forse perché preferisce sottomettersi agli ordini di scuderia?

Un sindaco dovrebbe avere un orizzonte più ampio di quello dei semplici calcoli di bottega elettoralistica, e occuparsi degli interessi di tutti.

Le domande che ho fatto, se andiamo avanti di questo passo resteranno senza una risposta, a meno che ci si consoli con quanto dichiarato da Borradori durante la puntata di Falò dedicata proprio all’aeroporto, quando ha detto che ogni struttura presente su territorio va difesa, perché una volta persa poi è estremamente difficile recuperarla e riattivarla.

Chiarezza e trasparenza, insomma, è quanto si chiede a chiunque assuma una carica pubblica, figuramoci se non si può pretendere un passo in questa direzione da chi ha fatto la storia politica del Canton Ticino negli ultimi 25 anni.

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