Il carabiniere appassionato di storia

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In una caserma di Firenze viene esposta una bandiera imperiale tedesca, utilizzata da diversi gruppi neonazisti al posto della svastica

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L’illusione che le forze dell’ordine non siano infiltrate dall’estrema destra è oggettivamente una pia illusione. Ecco perché non stupisce l’ennesimo caso imbarazzante, venuto alla luce in una caserma dei carabinieri di Siena.

All’Arma era stata denunciata l’esposizione in bella vista di una bandiera del Secondo Reich che era visibile da una finestra che dava sulla strada. È la bandiera imperiale tedesca, quella precedente al nazismo, un escamotage anche un po’ patetico di gruppi neonazisti e antisemiti che sanno che l’esposizione della svastica può creare problemi maggiori. La bandiera imperiale ha presso questa gente un significato ed un valore ben chiari. Pochi sanno, infatti, che questa bandiera era usata spesso dai nazionalisti tedeschi (prima) e dai nazisti (poi) per protestare contro la Repubblica di Weimar, ed stata la bandiera dei Freikorps e del tentativo di golpe militare di Wolfgang Kapp nel 1920.

Ogni appassionato di storia lo sa benissimo.

Tutto un equivoco, dichiara il carabiniere colpevole, sono un appassionato di storia e mi sono anche iscritto all’università alla facoltà di Storia e voglio laurearmi. Peccato che a quella parete non c’era la bandiera che so, dei Savoia, o dell’Impero Britannico, o della Russia zarista. La solita sequela di scuse quando questi bamboccioni nazistoidi vengono presi con le mani nel sacco.  Anche perché se qualcuno avesse ancora dubbi, accanto alla bandiera tedesca c’era un fotomontaggio di Salvini col mitra, immagine di copertina del dubbio gioco “Call of Salvenee”, dove Salvini, personaggio del gioco, tira ruspe a “zingari” e “terroni”.  Pensare che persone così militino nelle forze dell’ordine fa venire un po’ i brividi.

È incredibile comunque le legioni di storici che saltano fuori in questo modo. Questo episodio ci ricorda un prestigioso membro dell’UDC che anni fa finì in carcere per tentato omicidio, Roger Etter: anche lui aveva le inferriate di casa in ferro battuto con rimandi a simboli delle SS e un piccolo museo del Terzo Reich in casa. Passione storica anche lì.

Si dice che la storia insegna, certo, se la si vuole ascoltare. Se la storia diventa un vecchio disco rotto messo nel cassetto, non serve a un beneamato fico secco.

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