Critichi i banchieri? Per Ermotti sei un frustrato

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Sergio Ermotti definisce “frustrato” chi auspica una limitazione degli stipendi dei banchieri per compensare il costo del capitale.

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Sergio Ermotti, CEO di UBS, il cui stipendio da 14 milioni di franchi l’anno precede la sua fama, decisamente non si sforza di essere popolare.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Bloomberg, Ermotti, durante una conferenza a Londra a fine novembre, è stato protagonista di un piccato scambio di battute con Paul Tucker, ex vice-governatore della Banca Centrale d’Inghilterra. Questi, riferendosi al salvataggio di UBS da parte della Confederazione nel 2008, evidenziava in modo critico come, in sostanza, UBS ottenga i profitti e, invece, i contribuenti assumano a proprio carico le perdite; Tucker, quindi, sosteneva che fosse “assolutamente necessario” che i banchieri tagliassero i propri stipendi per compensare i costi del capitale.

Apriti cielo. Lesa Maestà. Vilipendio al Capitale. Ermotti, rispondendo a Tucker, ha dichiarato che tali critiche agli stipendi stratosferici dei banchieri provengono da persone frustrate dal fatto di non riuscire a guadagnare così tanto. Insomma, per Ermotti parlare di regolamentazione dei salari dei dirigenti delle banche è populismo invidioso.

Siamo al culmine dell’arroganza, signori, alla paranoia isterica, all’apoteosi dell'”Io sono io e voi non siete un cazzo”da parte di chi dirige un gruppo finanziario salvo proprio grazie ai soldi di coloro che egli definisce poveracci frustrati e invidiosi. Ermotti, probabilmente, immagina tutti noi che non guadagnamo quanto lui come un’orda di straccioni che sbavano e fremono ai piedi del suo rifugio dorato bramando per i suoi soldi. Me lo vedo, come nelle migliori tradizioni dei film sugli zombie, asserragliato nel suo enorme appartamento con piscina in oro, campo da golf a 18 buche, elipista privata, quattro massaggiatrici thailandesi e dieci camerieri filippini (avrà una passione per l’Asia, magari), a contemplare il fiume umano di poveracci che lo assedia rantolando “ssooooldiii” anzichè il più classico “cerveeellii..”. Magari, perchè no, buttando ogni tanto giù un paio di mazzette da 10 mila franchi per guardarli lottare e scannarsi fra di loro mentre sorseggia whisky invecchiato 50 anni.

Al di là del populismo di cui il CEO di UBS bolla i suoi critici, è, mi si passi la frase fatta, l’ennesimo schiaffo alla miseria da parte di chi ha avuto la faccia tosta di definire “stimolante” il precariato. Qua non si tratta di fare neo-pauperismo o facile retorica sul vivere con 2000 franchi al mese: qui si tratta di uno che sbatte in faccia alla gente la sua ricchezza, e per difendere i suoi privilegi si permette la tracotanza di dare dell’invidioso a chi auspica una limitazione delle paghe stratosferiche dei banchieri. Il tutto, non dimentichiamolo, dopo che la stessa banca di cui è CEO venne salvata 9 anni fa proprio dai soldi di quegli stessi pezzenti invidiosi. C’è di che indignarsi, ma poi, magari, uno passa per frustrato.

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