Divise diverse, stesso cuore: la Tregua di Natale del 1914

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“Questo sarà il Natale più indimenticabile che abbia mai passato, e probabilmente che mai passerò. Da ieri all’ora del tè non è stato sparato un colpo da entrambe le parti. La notte scorsa è stata una fredda e gelida notte di luna piena, così poco dopo il tramonto abbiamo acceso dei grandi fuochi e abbiamo cantato canzoni di Natale. Oggi sono venuti a trovarci alcuni tedeschi. Hanno anche mandato una squadra a seppellire un cecchino che avevamo abbattuto una settimana fa. I nostri ragazzi sono usciti e hanno aiutato a scavare la fossa. Verso le 10.30 abbiamo fatto una breve processione e la messa si è tenuta in trincea. Come abbiamo cantato! Prima di cena ho avuto il piacere di stringere la mano a diversi tedeschi: un gruppo è arrivato a metà strada verso di noi, e così alcuni di noi sono andati a raggiungerli. Ci siamo scambiati da fumare e abbiamo fatto quattro chiacchiere. Dopo esserci scambiati i nomi e augurati felice anno nuovo ci siamo salutati e siamo tornati in trincea. Non possiamo credere che abbiamo passato le ultime due settimane a spararci. Sembra tutto così strano.”

Così un soldato racconta in una lettera quello che avvenne nel magico Natale 1914 sul fronte occidentale.

Di solito sono i governi a dichiarare le guerre e a stipulare gli armistizi, a volte però capita che siano soldati senza troppi nastrini sulle uniformi a deporre le armi, a guardarsi oltre la propaganda di guerra e a vedere che dall’altra parte del fronte ci sono soltanto propri simili con una divisa diversa ma con lo stesso cuore nel petto.
Così avvenne durante la prima guerra mondiale quando su più parti del fronte occidentale ci furono svariati tentativi di instaurare dei cessate il fuoco. I più famosi episodi di questo genere avvennero nel Natale del 1914, e per questo passarono alla storia come “Tregua di Natale”.
Anche gli anni seguenti, in scala minore, vi furono altri episodi di cessate il fuoco “bilaterali”. In tutti i casi gli alti comandi reagirono immediatamente per “ristabilire l’ordine” e sedare queste “pericolosi focolai di pace”.
L’immane carneficina continuò, ma tanto con la Tregua di Natale che con le diserzioni, le rivolte, e gli ammutinamenti, tanti soldati avevano dimostrato la loro opposizione alla guerra.

Cannibali e Re

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