Frontaliers lo paghiamo due volte?

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L’ultimo articolo sui Frontaliers ha prevedibilmente attratto i soliti corvi della No Billag, stranamente quasi tutti profili fake. Uno di loro, il solito genio ribelle, parlando di chi va a vedere i Frontaliers al cinema dice:

“Allora i ticinesi che sono andati al cinema a vederlo hanno pagato due volte il film?”

Ci prendiamo la briga di spiegare al signore, ne vale la pena anche se è un ragionamento complicatissimo e serio, ma abbiate pazienza, va fatto. Il signore intende che il film Frontaliers è pagato anche con i soldi del canone e che chi va al cinema paga  di nuovo ciò per cui ha già pagato.

A prescindere, caro signore, che la tua percentuale di contributo ai Frontaliers del canone probabilmente si misura in centesimi, prova a seguirci.

Dunque, sì caro signore, Frontaliers lo hai pagato due volte. Hai pagato un franco al giorno il tuo canone, che è andato in un calderone a Berna pieno di franchini come il tuo. I Bernesi balivi ce ne hanno dati indietro 3, di franchini in cambio del tuo. Con una frazione di quei franchini, la RSI ha prodotto i Frontaliers, che hanno dato lavoro a un tot di persone sul nostro territorio. Gli sceneggiatori, gli attori, il regista i cameraman, i tecnici, i montaggisti i grafici ecc.

Poi altri Ticinesi meno tignosi di te sono andati al cinema e hanno pagato per guardarlo, magari con la famiglia, invece di spenderli in boiate natalizie come l’ultimo frullatore robot giapponese o come un sostegno al Mattino della Domenica.

Questi soldi in parte vanno alle sale cinematografiche sempre sul nostro territorio, gli altri vanno in beneficenza come gli anni scorsi dove erano stati devoluti alle guardie di confine e a dei progetti legati alla promozione della lingua italiana.

Ecco, signore, speriamo di essere stati chiari ed esaustivi, anche se ci rendiamo conto che non è facile. Perciò sì, i Frontaliers li paghi due volte. Probabilmente non ti sono nemmeno costati quel franco in proporzione, ma hanno fatto un lavoro egregio. Hanno fatto girare l’economia dando lavoro in Ticino a ticinesi, i ricavati sostengono realtà territoriali e vanno a progetti utili al territorio, creano coesione nazionale e interfrontaliera e rendono un po’ più ricco il nostro panorama culturale. Panorama che non si può purtroppo misurare in franchi.

Perciò anche domani sarò felice di pagare due volte qualcosa che tiene in piedi il mio Paese, lo rende migliore, più divertente e leggero, cose che raramente i miei franchi possono comperare.

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