No Billag, iniziativa fake

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Nonostante il Natale, l’iniziativa No Billag sembra non voler veder cessare le ostilità, o perlomeno, non si scorge una tregua tra le picche insanguinate  e la polvere sollevata dagli eserciti avversari.

Eserciti che sempre più si delineano trasversali: da una parte, coloro che, insieme alla RSI-SSR, in fondo difendono, potremmo dire, la “repubblica”. In questo schieramento troviamo persone di tutti i partiti, esecutivi cantonali e comunali, personalità di destra e di sinistra che ritengono fondamentale, soprattutto in Ticino e in Grigioni, l’esistenza di un servizio pubblico.

Dall’altra, coloro che fanno del liberismo selvaggio la loro religione, vedendo in qualsiasi apparato statale un nemico da combattere, ma anche orde di qualunquisti che pensano al loro borsello e al paventato risparmio di 1 franco al giorno e schiere di livorosi, ammettiamolo, che vedono nel crollo della RSI una specie di vendetta catartica da non si sa bene quale peccato originale.

Comunque vada l’iniziativa una speranza sorge da questo enorme pasticcio. Una cosa è chiara ed è scaturita dai sondaggi: non solo molti cittadini non sanno esattamente su cosa votare, ma sono convinti che nonostante il loro voto favorevole all’iniziativa, il servizio pubblico non sparirà, e questo in barba alle dichiarazioni ufficiali anche governative, che dicono il contrario. Buona parte dell’equivoco è dovuto al nome dell’iniziativa che è volutamente fuorviante. È perciò ora, come si mugugna da tempo, che le iniziative non abbiano denominazioni fantasiose o truffaldine, ma dicano esattamente cosa perseguono. È ora che il Parlamento deliberi per fare in modo che le iniziative abbiano titolazioni chiare e semplici, che non lascino dubbi. L’iniziativa No Billag infatti, si sarebbe dovuta chiamare No SSR, su questo siamo d’accordo tutti, no? Perché è questo a tutti gli effetti il suo scopo, non compreso da una fetta notevole di popolazione.

Perché di questo passo e col modo di fare politica oggi, un domani rischiamo di votare magari un’iniziativa chiamata “contro l’aumento delle spese sanitarie” che tra le righe impone la soppressione degli Over 75 per risparmiare. È ora di cambiare, se no questa non è più democrazia, ma la culla delle iniziative “fake”.

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