I pagelloni 2017 del GAS

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Anche quest’ anno  torniamo, senza che nessuno ce l’abbia chiesto, a tediare i nostri lettori ricominciando a dare i numeri (e i voti) ai personaggi che hanno contraddistinto questo 2017.

POLITICA TICINESE

PAOLO BELTRAMINELLI: Già l’anno scorso non ne era uscito benissimo, quest’anno siamo andati oltre. Il caso Argo 1 è a tutt’oggi una delle pagine più vergognose della politica cantonale del nuovo millennio. La vergogna più grande rimane le mancate dimissioni di chi, questo caso avrebbe potuto e dovuto evitarlo. Si dice che il voto 1 lo regala lo Stato, ma per la qualità dei servizi resi a quest’ultimo manco quello si merita. 0

NORMAN GOBBI: Sembrava destinato ad una ghigliottina facile facile. La vicenda dei permessi facili s’ingrossava a vista ad occhio, con il numero degli indagati che saliva giorno per giorno, le uscite sulla nazionalità degli interessati che andavano a peggiorare una situazione già di per se delicata. Fortunatamente per lui arriva la vicenda Argo 1 che sbatte i permessi facili in un angolino e chi se li ricorda più..per la grazia ricevuta si mette a dieta e perde un bel po’ di grasso in eccesso. Ha vinto la battaglia con la bilancia, ma ha un po’ di cosette in sospeso. VOTO 3.

FIORENZO DADÒ: Se il Consigliere di Stato PPD ne esce male, non va tanto meglio al suo presidente. La cena di Bormio è ormai andata tutta di traverso. Se fino alla vicenda dei permessi facili che ha investito il DI di Gobbi sembrava lui il paladino della politica pulita, onesta e in difesa del cittadino, tutto d’un tratto scompare e pensa solo alla sua difesa scaturita in una lettera goffa, piagnona e arrogante. È proprio vero che a volte basta un secondo. VOTO 2.

IGNAZIO CASSIS: E finalmente il Ticino ha il suo ottavo Consigliere Federale. Troppo presto per tirare bilanci, sappiamo solo che non possiamo aspettarci i miracoli da un lobbista liberale che per qualche voto in più si sarebbe iscritto anche alla ProUnicorniRosaVolanti. Intanto stiamo a guardare. VOTO 4-

AMALIA MIRANTE: La municipale fucsia di Taverne decide che la sua bile vale più di una poltrona in Esecutivo e se ne va sbattendo la porta. Scelta coraggiosa e di coerenza. L’unico modo per non essere complici di una politica fatta con argomenti di forza e non con la forza degli argomenti. Un’esempio che anche altri potrebbero seguire. Grazie Amalia. VOTO 5+

ALBERTO SICCARDI: Vince la sua battaglia per l’introduzione della civica. Vinta pagando chi raccoglieva le firme, pagando una campagna pubblicitaria aggressiva, non ascoltando in nessun modo la classe docente che ora questa riforma dovrà trovare il modo di adottarla e applicarla. Lezione di civica n°1:  la politica si fa con i soldi.  VOTO 2+

POLITICA INTERNAZIONALE

DONALD TRUMP: In politica interna non gliene fanno passare una, quando non è la corte suprema a bocciargli le leggi è il Congresso ad affossargliele. Fa la voce grossa con la Corea del Nord giocando con Kim a chi ha il missile più lungo. Ora vuole spostare l’ambasciata USA in Israele in Gerusalemme, decisione che ha già causato inutili tensioni in medio oriente. Imbarazzante e pericolo. VOTO 2

THERESA MAY: Tentare di applicare la Brexit non è cosa facile e se ne sta accorgendo anche l’arrogante nuova Marghy che oltretutto vede il suo scranno ballare non poco a causa delle elezioni in Irlanda del Nord non andate a suo favore. Difiicile fare i populisti quando si deve guidare una nazione vero Theresa? VOTO 3.

ANGELA MERKEL: Anche la teutonica Angela non se la passa bene. In politica estera è una leader indiscussa e anche a Trump non le manda a dire. Le ultime elezioni federali dovevano essere uno schiacciasassi di consensi per la CDU ma cosi non è stato..e l’equilibrio per governare sembra ancora lontano. La Merkel sembra aver pagato la sua apertura verso l’accoglienza dei migranti, cosa su cui l’estrema destra ha costruito la sua campagna elettorale. Per una volta che aveva fatto la cosa giusta..VOTO 4

MARTIN SCHULZ: Ci prova a fare il Corbyn di Germania, ma non ha il carisma ne tantomeno un passato politico che lo possa rendere credibile in questo ruolo. Neanche si impegna in campagna  elettorale per rendere la SPD qualcosa di appetibile. Il partito sporfonda e lui pure. Un altro caso dove reggere il gioco ai partiti borghesi non porta a nulla. Tutto da rifare. VOTO 3-

EMMANUEL MACRON: Il neoquarantenne alla testa della Francia è in continuo calo di consensi interni. Le aspettative erano tante, ma i tempi si allungano e non si nota quel cambio di marcia che qualcuno, troppi, si aspettavano. La Francia doveva cambiare, ha scelto di cambiare, sta aspettando di cambiare. Per dirla alla scolastica: il ragazzo ha capacità, ma non si applica. VOTO 4 –

SILVIO BERLUSCONI: E a 23 anni da qual glorioso 1994 il Silvio torna a far parlare attraverso un  video messaggio che sa tanto di grande ritorno. Aumento delle pensioni, creazione del Ministero della terza età, idee geniali di uno che si è sempre reinventato ed è sempre riuscito a far abboccare pesci al suo amo. Sarebbe comico se non fosse vero. Sembrava finito, sta tornando, e farà male. Per il brivido che ci fa correre lungo la schiena, VOTO 2,5

KIM YONG UN: Il giovane leader aleggia sempre tra il ridicolo e il pericolo. Con Trump ha trovato una spalla per i suoi teatrini nucleari. Una mina vagante che neanche più Cina e Russia riescono a controllare. Temibile, quanto Trump. VOTO 2

SPORT

LA NAZIONALE DI CALCIO: Un girone di qualificazione letteralmente dominato è andato a farsi benedire in una sola partita, a Lisbona. Lo spareggio con L’Irlanda del Nord è stato teso e a tratti drammatico, ma alla fine la Svizzera sarà ai Mondiali, e ci andrà da protagonista. Manca ancora sempre quel pizzico di carattere che permette di giocare anche le partite che contano. Speriamo che da qui a giugno Petkovic ci sappia lavorare. VOTO 5

GIANCARLO VENTURA: Non portare l’Italia ai Mondiali era già abbastanza per farlo passare agli annali come uno dei peggiori allenatori che gli azzurri abbiano avuto in panchina. Attendere che la FIGC lo licenziasse cosi da dovergli pagare i salari fino a giugno è stata la conferma di quanto il sistema calcio italiano sia malato e in cerca di una cura che di certo non passerà da lui. VOTO 2 –

ALBERTO BRIGNOLI: È il portiere di una squadra che l’unico punto che ha fatto in campionato lo ha fatto grazie ad un suo gol di testa al 94esimo minuto. Questo ci basta per ringraziare Alberto Brignoli per averci ricordato che il calcio, e lo sport, è fatto anche di belle sorprese e ragazzi che ogni domenica danno l’anima dietro a un pallone, malgrado la classifica. VOTO 5+

FEDERER: Leggenda, mito, dio, che altro dire di Federer l’eterno? Porta a casa ancora tornei del Grande Slam e fa allargare ancora la bacheca. Dopo le Alpi e il cioccolato è uno dei nostri vanti nazionali. Neanche più commentabile.VOTO 10 e lode.

CHRIS FROOME: Vince il terzo Tour di fila e la Vuelta. Una macchina fatta apposta per i grandi giri. Come lo era Armstrong. Le ombre del doping sembrano allungarsi anche sul britannico, ma per ora sembra non ci sia nulla di concreto. Auspichiamo di no, sarebbe un ennesimo schiaffo ad uno sport nobile come il ciclismo. Sulla fiducia. VOTO 4,5

LARA GUT: L’avevamo rimandata a quest’anno per un voto maturità, dopo la vittoria a mani basse in Coppa del Mondo nel 2016. L’infortunio stavolta è toccato a lei e non c’è stata occasione di vederla in azione. La attendiamo in terra di Corea per le Olimpiadi a vedere se sarà ancora regina. Intanto auguri.

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