Il Papa che ti lascia di stucco

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Papa Francesco in visita in Birmania rompe gli accordi con il governo e dà voce ai Rohingya

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Possiamo continuare a pensare che è un astuto trucco gesuitico. D’altronde i gesuiti, a cui il Papa apparteneva, sono famosi per i loro bizantinismi e per i loro giochi diplomatici spesso machiavellici . Possiamo credere che ci sta prendendo in giro e che finge di essere ciò che non è: buono.

Oppure dobbiamo rassegnarci, e rimanere lì sbaccaliti, come direbbe Ceroni, a vedere un leader della Chiesa cattolica che finalmente dice cose che avremmo voluto sentire da secoli.

L’ultima sua boutade, è stata sfidare le autorità birmane che non volevano fargli né vedere né volevano che nominasse i Rohingya, minoranza musulmana perseguitata in maniera ignobile da decenni, gente senza diritti, senza proprietà, senza identità, avevamo parlato di loro poco tempo fa (leggi qui)

Insomma, proprio quegli ultimi della terra di evangelica memoria.

Quei poveri disgraziati di Rohingya si sono illusi che potevano parlare col Papa, che magari l’attenzione mediatica avrebbe fatto un po’ di pressione sui loro boia birmani. Non avrebbero nemmeno dovuto salire sul palco, li volevano cacciare, ma il Papino argentino ha tirato fuori i cojones e ha detto di no. E li ha accolti in barba ai protocolli e agli accordi.

“Volevano cacciarli dal palco e anche che non parlassero con me. Non l’ho permesso. Ho pianto per loro cercando di non farlo vedere e, dopo averli ascoltati, ho sentito crescere cose dentro di me e ho pronunciato il loro nome”.

Ha sentito crescere cose dentro di sé, che bella frase. Ha pronunciato un nome che secondo accordi con le autorità non avrebbe dovuto nominare, sfidando così di fatto il governo birmano, governo che è ancora ben lungi dall’essere una vera democrazia.

Ciò che dovrebbe fugare i nostri dubbi su di lui è l’odio. L’odio che frange di estrema destra, ultracattoliche, fasciste e razziste riversano regolarmente su di lui ogni giorno.

Questo ometto buffo che viene dalla terra del sangue e dei colonnelli fa quello che vorremmo anche da chi ci rappresenta. Parla chiaro, viola le regole quando queste sono ingiuste, si fa dei nemici per ribadire semplici verità.

Tutto qui, papale papale.

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