Parassita molestatore – Nenia (la triste lamentazione)

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Succede così che, nel DUEMILADICIASSETTE, ci sono vaccini e farmaci di ogni sorta. Si possono prevenire pure la dissenteria, le coliche renali, il male di vivere ma i pidocchi no! Quelli nell’epoca delle cybermolestie ci importunano ancora oggi con metodi di tortura antichissimi.

La provenienza non è nota, non si sa mai chi ringraziare del gentile regalino, sta di fatto che te li ritrovi aggrappati ai capelli che nemmeno l’accanimento terapeutico ne può l’estinzione. No, perché quegli schifosi sono subdoli, spargono uova a tradimento, milioni di cuccioli infernali. Ma che tenerezza i bebé degli animali, proprio batuffoli di amore, teneri parassiti che ti rosicchiano la pelle della testa senza morire nemmeno con i trattamenti più all’avanguardia. Lo shampoo al catrame ormai non si usa più, non serve, o ti asfalti la testa nei piloni dell’autostrada o quei piccoli mostri continuano a insinuarsi sul tuo cuoio capelluto. Sono una società organizzata, metodica, omertosa e pure omerDosa!

Dai fuoco alle lenzuola, al divano, a tutto quello che contiene materiale organico di imbottitura, lavi la casa con l’alcool e quello che resta lo bevi per dimenticare. Quando sei tranquillo, certo di aver annientato il nemico, nel silenzio della notte, porco il demonio, timidamente uno di quegli immondi molestatori si muove nell’ombra e il prurito ricomincia.

Denunciare resta sempre la migliore arma di prevenzione, il molestatore va isolato e debellato. Non abbiate vergogna a fare outing, perché il portatore di tormento è sempre in agguato e vale la pena seguire l’onda, anche se il fenomeno è solo sospetto e male interpretato meglio accertarsi e agire per tempo.

 

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