Pedrazzini è chiaro: RSI chiuderà

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Il presidente della CORSI rispedisce al mittente le accuse di terrorismo mediatico e prospetta la chiusura della RSI come logica conseguenza in caso di approvazione dell’iniziativa No Billag

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È Luigi Pedrazzini, presidente della CORSI, il Consiglio del pubblico della RSI, che scioglie il silenzio ed esasperato si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Certe dichiarazione di politici rilasciate recentemente, sembrano infatti il prologo della classica locuzione, “io non sono razzista, ma…” quel “ma” a rinnegare in fondo, quello che si era detto in precedenza.

Stessa cosa con la RSI, sembra una gara a chi dice quanto fa schifo, quanto sia brutta, faziosa, piena di rossi e privilegiati e che ormai bisogna salvarla turandosi non solo il naso ma tutti gli orifizi possibili. Un atteggiamento un po’ patetico invero, indegno soprattutto di chi fino a ieri ha tirato le fila e diretto la RSI, e parliamo di PPD e liberali. Ma sentiamo Pedrazzini:

“I sostenitori della No Billag accusano spesso i contrari di fare del “terrorismo mediatico” quando ipotizzano scenari catastrofici in caso di accettazione dell’iniziativa. A parte il fatto che sarebbe meglio evitare in questo ambito e di questi tempi la metafora terroristica, perché mal s’addice alla fattispecie e appare offensiva per le vittime del vero terrorismo, ma cosa dovrebbe fare chi combatte l’iniziativa? Sminuirne gli effetti?”.

Esatto, cosa dovrebbe fare chi è contrario all’iniziativa? Guardare i vari Bühler o Quadri che sparano valanghe di castronerie e stare zitti? Di per sé stesso è già vergognoso che la RSI non possa difendersi. Ricordiamo, per esempio, quando la privata Rete 4 di Berlusconi fu messa in forse per una questione di frequenze: tutta l’ammiraglia Mediaset si mosse in difesa. Qui tutti devono stare zitti, ovvio, sono nel pubblico e il pubblico non può avere opinione, perdere il posto e ringraziare. Prosegue Pedrazzini:

“Affermare che la proposta di abolizione del canone porta inevitabilmente alla chiusura della SSR e delle sue emittenti regionali come la RSI è pura e semplice verità, desunta direttamente dal drastico testo dell’iniziativa!”

E se non lo può dire la RSI, lo dica almeno il Presidente del Consiglio del pubblico!

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