Che problemi ha l’UDC con i gay?

Il consigliere comunale zurighese Regli delira: “I gay si suicidano perchè gli cede l’ano e si vergognano di mettere il pannolone”

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Se mai avessimo ancora dubbi su quanto becero e intollerante sia l’atteggiamento di buona parte dell’UDC nei confronti dell’omosessualità, e in generale dell’educazione sessuale, ci pensa il consigliere comunale zurighese Daniel Regli a spazzarli via.

Come scrive 20Minuten, durante una seduta del consiglio municipale di Zurigo, Regli si è scagliato contro il finanziamento, da parte delle istituzioni, del sito web “Lust and Frust”, gestito dal Dipartimento per l’Educazione e la Consulenza sessuale e dedicato all’informazione sulla sessualità per i giovani. Il consigliere UDC, cristiano conservatore e già organizzatore di una marcia anti-abortista, inizialmente sostiene che trova scandaloso che sul sito “i dildo non solo siano descritti, ma addirittura mostrati” e che i giovani possano trovare informazioni sulla posizione del missionario, la pillola del giorno dopo e l’aborto. Arriva poi il punto clou dell’intervento, quello in cui Regli ci offre un campionario della visione volgare e ignorante della destra riguardo l’omosessualità, toccando alte vette di indecenza: l’esponente UDC, parlando di sesso anale, sostiene, fra le risate ilari dei colleghi, che andrebbe scritto sul sito che gli omosessuali fra i 30 e i 40 anni si suicidano spesso perché lo sfintere anale non regge più, e quindi  si tolgono la vita per non andare in giro con i pannolini. Regli, dunque, dimostra che la sua conoscenza della realtà LGBT non va oltre le battute squallide da caserma, quelle che per intenderci fanno sghignazzare anche qualche giovane UDC dalle nostre parti (leggi qui) e anche qualche parlamentare (leggi qui). Come se non bastasse l’omofobia che tracima dalle parole del consigliere UDC, egli non ha neanche un minimo di vergogna e decenza a parlare di un tema delicato come il suicidio, a cui, come sostiene René Schegg, presidente dell’associazione gay nazionale Pink Cross, molti omosessuali arrivano proprio perché non si sentono sufficientemente accettati da questa società, in cui uno come Regli ha una carica politica e può dire certe cose vergognose. Regli, peraltro, non ha neanche la decenza di chiedere scusa, sostenendo di aver detto “quello che nessuno vuole capire” e di aver appreso le sue incredibili informazioni da un medico di sua conoscenza. Insomma,  una specie di “mio cugino mi ha detto (mi si perdoni la brutalità) che i gay si ammazzano perché si sfondano il sedere”.

Ma Regli, nell’UDC, è in buona compagnia riguardo a omofobia becera: nel 2014, il suo collega di partito e consigliere nazionale Toni Bortoluzzi, parlando dei diritti LGBT, sostenne che “i gay hanno un lobo cerebrale che funziona al contrario”; e non dimentichiamo l’altra sua collega, la turgoviese Verena Herzog, di cui abbiamo già parlato (leggi qui), che oltre a trovare scandalosa, come Regli, l’educazione sessuale, sostiene che gli omosessuali non debbano dimostrare il loro amore troppo apertamente. E c’è anche chi, da noi in Ticino, ha da ridire sul prossimo Gay Pride in programma in Ticino il prossimo anno (leggi qui), e chi si diverte a sfregiare i manifesti di LoveLife (leggi qui) e vomita gretta omofobia sui social (leggi qui)

Insomma, nel 2017 c’è ancora, palesemente, molto da lavorare sul fronte dei diritti LGBT, e alla luce dell’atteggiamento vergognosamente retrogrado e omofobo di diversi esponenti della Destra e, diciamolo, anche di una parte del mondo cattolico, appare chiaro come sia assolutamente necessario accelerare sul fronte della completa parità di diritti fra le coppie eterosessuali e omosessuali. Non esiste né in cielo né in terra che chi ci portiamo a letto faccia la differenza in termini di diritti e di trattamento da parte dello Stato: l’UDC e chi ancora considera l’omosessualità una vergogna, o, peggio, una malattia, se ne facciano una ragione, la società civile spazzerà via, prima o poi, le loro squallide argomentazioni.

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