Davvero avete paura delle dittature?

Diminuisce progressivamente il numero di dittature e regimi autoritari, ma aumentano i rischi legati al populismo e al nazionalismo

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L’area che potremmo chiamare progressista le teme di sicuro. Quella che è in fin dei conti, in tutta Europa, la gente che si riconosce nei valori dell’Illuminismo e della Rivoluzione Francese. Una specie di patto repubblicano che ha permesso battute d’arresto importanti in un continente che a molti sembra purtroppo sempre più preda di destre illiberali e di democrazie farlocche.

Parliamo per esempio dell’Ungheria o della Polonia, dove i diritti civici ormai si limitano quasi solo al voto, oppure della Turchia che, vicina ingombrante, spaventa per la sua virata dittatoriale cavalcata da Erdogan con arresti di massa, persecuzioni dei media ed epurazioni a migliaia.

Tutto questo ci da l’impressione di una regressione, anche se in realtà negli ultimi anni o decenni i passi avanti della democrazia, seppur timidi, fanno da contraltare a una regressione delle dittature. Ce lo spiega bene in un suo articolo, Bernard Guetta, di France Inter:

“…Non esistono più dittature militari in America Latina né paesi comunisti o fascisti in Europa, mentre le libertà e lo Stato di diritto fanno piccoli ma significativi passi avanti in Africa.” – e prosegue –Insomma non c’è motivo per vedere tutto nero, anche perché il numero crescente di “democrature”* significa che poche dittature accettano di presentarsi come tali. Oggi, infatti, bisogna necessariamente dichiararsi paladini della democrazia e farsi forti di una vittoria elettorale.”

Insomma, anche alle strutture con derive autoritarie, oggi necessita una certa vidimazione, diciamo un label di qualità democratico. Il veri nemici sono invece, e ce ne accorgiamo purtroppo sempre di più, il nazionalismo e il populismo. Come dice Guetta:

“Di anno in anno, nei cinque continenti, aumenta costantemente il numero di elettori, intellettuali e partiti politici conquistati dall’idea che l’Altro rappresenti un nemico e che bisognerebbe difendersi da tutti, ripristinare le barriere doganali e prendere decisioni politiche al di fuori delle organizzazioni multilaterali e delle convenzioni internazionali, come vorrebbe Donald Trump. I termini del dibattito sono chiaramente modificati, e se arriviamo al “tutti contro tutti”, il passo verso la limitazione delle libertà è breve e la pace diventa sempre più fragile.”

 

* per democrature, Guetta intende dittature agghindate da democrazie

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