Ghiggia riesumato dalla cripta

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I sostenitori di No Billag rispolverano Battista Ghiggia, una delle meteore della politica ticinese, nonché esperto nel piazzare società offshore.

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Battista Ghiggia ve lo ricordate? Ma sì, dai, quello candidato dalla Lega agli Stati nel 2015. Una meteorina, una fugace apparizione, roba da fare invidia a un concorrente del Grande Fratello. Spolverato dai residui PPD (era capogruppo per i popolari democratici in Consiglio Comunale a Lugano) era stato venduto al popolo fresco come una burrata di bufala.

Ce lo decantava un Boris Bignasca entusiasta come un chihuahua che vede la padroncina dalle pagine del Mattinonline:

“Vi annuncio con grande emozione che l’avvocato Battista Ghiggia, 50enne di Sonvico, ha accettato la proposta della Lega e sarà candidato al Consiglio agli Stati. Un grande professionista. Un gentiluomo. Una brava persona che spero imparerete a conoscere e ad apprezzare come ho fatto io in questi anni.”

Nel 2016, Ghiggia fu coinvolto nel marasma dei Panama papers. Tutto entusiasta dichiarava: “Negli anni d’oro avrò costituito una trentina di panamensi. Nulla di illegale, e vi spiego come funzionava il sistema.”

Più che altro ci insegnava come fottere, legalmente, ovvio, il sistema per fare in modo che milionari annoiati potessero diventare sempre più ricchi.

A parte questo, zero, nada, niente. Ghiggia è scomparso, l’apporto del galantuomo alla Lega o alla politica ticinese è pari al sostegno che può dare un blocco di gneiss al teatro d’avanguardia.

Ora il Battista, probabilmente scrollato da una dirigenza nel panico che annovera tra i Sì 13 persone, si è messo a pontificare in difesa dell’iniziativa.

A me spiace per i leghisti che ci credono, che vengono turlupinati da gente del genere. Una certezza però l’abbiamo: Ghiggia scomparirà di nuovo per probabilmente tornare sotto elezioni, senza avere fatto un fico secco, senza fare un fico secco. Una garanzia però l’abbiamo, anche se verrà eletto, il fico secco sarà il suo frutto preferito.

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