Iris Canonica voltamarsina Sì a No Billag

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Iris Canonica, di cui ben si ricorda il cambio di casacca politica per proprio tornaconto, dalle colonne del Mattino sostiene che il SI a No Billag non è una vergogna, ma una difesa dei nostri valori.

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Sul Mattino della Domenica, che pur parlando di isterismo in merito alla No Billag infarcisce ogni domenica il giornale di articoli per il Sì, ovviamente, compare in questo numero Iris Canonica.

Il valore politico e il peso specifico di Iris Canonica, più famosa come “quasi” fidanzata di Lorenzo Quadri, è talmente vicino allo zero assoluto da congelare anche la lava. Perché ne parliamo? Prima per la valanga di castronerie contenute nell’articolo, e poi perché in fondo la Canonica è una dei grandi idealisti, come Tuto Rossi o Flavio Bruschi, che hanno agito per il proprio tornaconto politico, cambiando squadra con una serenità disarmante per ogni persona che abbia a cuore le proprie idee. Sentiamo alcuni brani dell’articolo di Canonica intitolato “No che non ci vergogniamo”:

 (…)  I toni da “pensiero unico” sono talmente alterati e, a tratti, demenziali, che anche un rappresentante ticinese al Consiglio degli Stati, la Camera alta del Parlamento Federale, dove sono rappresentati i Cantoni e dove solitamente siedono i saggi della politica nazionale, ha perso quella poca autorevolezza che ancora gli rimaneva, scagliandosi contro il giovane e garbato politico Alain Bühler, reo di difendere l’iniziativa “No Billag”. È successo qualche sera fa in un programma della RSI,…

 (Sentire una leghista parlare di saggi in Parlamento, di autorevolezza e di toni, farebbe ridere una mummia egizia. Chi ha imbarbarito il dibattito politico negli ultimi 20 anni, riducendolo a un circo di scimmie dovrebbe invece proprio vergognarsi di fare lezioncine agli altri)

Quando il consigliere agli Stati Fabio Abate ha inveito, in modo piuttosto rozzo, contro il citato Bühler, chiedendogli se non si vergognasse a “difendere l’iniziativa di quattro svizzero tedeschi”. Ma scherziamo? Un giovane politico che, in virtù della nostra democrazia diretta, sostiene l’iniziativa sottoscritta da più di 100’000 persone a favore della libera scelta dei cittadini svizzeri, dovrebbe vergognarsi?…

(E certo, chi tira la volata all’americana UPC Cablecom e ai grandi gruppi germanofoni per distruggere la nostra realtà ticinese, grigionese e latina dovrebbe proprio vergognarsi, per la seconda volta)

Qui, chi dovrebbe vergognarsi è solo il politico altezzoso e sprezzante che siede ancora alla Camera alta del Parlamento Federale. Noi, che crediamo nella nostra democrazia diretta, non solo non ci vergogniamo, ma difendiamo orgogliosamente i nostri valori.

(I vostri valori? Quelli dei soldi che regala a decine di migliaia UPC Cablecom al Mattino? E i valori del Ticino, cara Canonica? La nostra storia, il nostro dialetto, le nostre vite raccontate? Andrai a chiedere col cappello in mano a UPC o a Netflix? Le pagliacciate che scrivi sono veramente tristi e se il tono del dibattito degrada, non è certo per colpa di chi, per decenni, ha subito le pernacchie del Mattino)

Una cosa sola possiamo fare, parafrasare di nuovo Fabio Abate, e ribadire con forza le sue parole:

Ma voi non vi vergognate di propugnare in Ticino le idee di quattro svizzerotedeschi che vorrebbero che in questo Paese si parlasse solo il dialetto svizzerotedesco?

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