La solitudine che fa molto British

Il premier Theresa May annuncia la creazione del Ministero della Solitudine, una piaga che colpisce quasi un sesto della popolazione inglese.

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La cosa suona così strana da non sembrare vera. L’arcigna premier britannica ha annunciato l’istituzione di un nuovo ministero quantomeno singolare. Quello per la solitudine. Il “Minister for Loneliness” si occuperà dei 9 milioni di inglesi che vivono isolati, di cui due abitano proprio da soli e più di duecentomila anziani che, stando ai dati raccolti, trascorrono fino a intere settimane senza incontrare lo straccio di un’anima viva. L’obiettivo dichiarato, di Theresa May e del suo governo, è quello di contrastare “la triste realtà della vita moderna”. Una piaga che colpisce quasi un sesto della popolazione inglese.

Per loro, a fargli compagnia, da oggi ci sarà la ministra conservatrice Tracey Crouch, già sottosegretario allo Sport e alla Società civile, che inizierà ad andare di casa in casa, bussando alla porta di ognuno per sincerarsi che il vivere da soli non sia causa di malattie, a cominciare dalla depressione. Del resto l’iniziativa adottata è un po’ sulla falsariga del concetto di Felicità Interna Lorda, indice di misurazione della contentezza istituito nel 1972 in Bhutan, la cosiddetta Svizzera dell’Himalaya, dove a essere tenuti sotto controllo da questo indicatore non certo di poco conto e perlopiù trascurato dal PIL ci sono, fra l’altro, la qualità dell’aria, la salute dei cittadini, l’istruzione e la ricchezza dei rapporti sociali. Bhutan che, pur risultando uno degli Stati più poveri dell’Asia, stando ai sondaggi condotti sull’argomento, è anche la nazione più felice del continente oltre che all’ottavo posto della classifica mondiale. E a proposito di ministeri, lo scorso anno negli Emirati Arabi è stato istituito proprio quello della felicità.

Sarà che dopo la Brexit oltremanica si sentono tutti un po’ più a disagio oppure ancora per il fatto che più si va a Nord e prima tramonta il sole, soprattutto d’inverno. Rimane comunque il fatto che fin dai sonetti di Shakespeare, la “loneliness” è sempre stata piuttosto connaturata con quell’aplomb tipicamente anglosassone degli isolani di Sua Maestà. Sudditi con il rigoroso principio del “sono inglese e mi faccio i cavoli miei”. Se poi a tutto ciò aggiungiamo pure i tagli alla spesa pubblica che ha provocato la chiusura di biblioteche e centri per anziani ecco che c’abbiamo proprio tutti gli ingredienti necessari. La solitudine è servita.

E che, in fondo, un po’ la Brexit c’entri davvero ce lo conferma il fatto che la prima ad aver sollevato la questione era stata la parlamentare Jo Cox, barbaramente uccisa da un militante nazionalista affiliato a un movimento neonazista proprio alla vigilia del referendum sulla scissione dell’isola dal resto d’Europa. (Leggi qui http://gas.social/2016/06/che-differenza-ce-tra-allah-hu-akhbar-e-britain-first/) E la vispa Teresa nell’annunciare la nascita del nuovo ministero ha voluto proprio ribadire il ruolo avuto dall’eroina labourista. Una decisione che il marito della parlamentare assassinata ha commentato con le seguenti parole: “una delle terribili conseguenze di avere perso mia moglie è sapere che avrebbe reso il mondo un posto migliore. Ma come dico sempre ai nostri figli, ecco la prova che, anche se la mamma non c’è più, le battaglie che ha combattuto riescono ancora a produrre un effetto”. 

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