Il mio pulsante è più grosso del tuo

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No, ma veramente stiamo assistendo a questo spettacolo da scuola elementare? Davvero vediamo uno degli uomini che tirano, volenti o nolenti, i fili che tengono insieme questo patetico mondo, comportarsi come un bulletto di periferia?

L’ultimo tweet di Donald Trump non lascia spazio a dubbi quando replica a Kim Jong Un:

“Il mio pulsante è più grande e potente del suo. E il mio funziona”.

Se avevamo ancora bisogno di renderci conto quanto sia infantile e folle l’attuale presidente USA, che ha appena infiammato il Medio Oriente spostando l’ambasciata statunitense da Tel Aviv e Gerusalemme, ora ne abbiamo la prova. Il tira e molla nucleare tra Corea e USA, che sarebbe ridicolo se non fosse terrificante, ha raggiunto picchi di demenza che non avremmo mai immaginato. Oggi non ci stupiremmo più di quel tanto a sentire esternazioni tipo: “vieni giù che ti spacco la faccia” oppure “tua sorella la dà via  a tutta la scuola”.

Ma di prove in fondo non ne avevamo bisogno. La follia latente che permea questa amministrazione, i suoi errori, le sue cadute di stile, le minacce a mezzo mondo e anche agli alleati europei, denota un isolazionismo che sembra suicida.

Probabilmente lo scopo di Donald Trump è semplicemente raccogliere disperatamente consensi in casa, visto il crollo dei gradimenti, ormai ai minimi storici nel vero senso della parola, essendo il peggior presidente della storia USA.

Ciò che lascia basiti è la totale incapacità diplomatica o di statista che Trump riesce regolarmente a dimostrare. Si stenta addirittura a trovare qualcosa di anche solo vagamente positivo, intelligente o utile nel suo agire, che sembra portare gli Usa in un baratro senza ritorno. L’unica speranza è che non venire trascinati nell’abisso insieme a quello che storicamente era un alleato e che oggi sembra un pazzo in una stanza imbottita.

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