Prima i Nostri…negli USA

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Lorenzo Quadri proclama di difendere i ticinesi, ma intanto riceve migliaia di franchi da UPC Cablecom, che è svizzera solo di facciata essendo parte di un gruppo con sede negli USA.

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“Uella! Prima i nostri!” Ma prima ancora, per Lorenzo Quadri, è meglio difendere gli interessi di una azienda iscritta al registro delle imprese del Delaware, Stati Uniti, Stato noto per i suoi vantaggi fiscali. Un’azienda che lo segue da vicino in Consiglio Nazionale e che gli fornisce decine di migliaia di franchi in pubblicità sul Mattino della Domenica. Parliamo di UPC Cablecom*

“Frontalieri a casa vostra!” ovvio, il buon Codino deve però prima tutelare in Svizzera il lavoro di un CEO statunitense e di un direttore amministrativo britannico.

“Chiudere i confini!” . Almeno l’azienda sarà svizzera? Beh sì, iscritta al registro di commercio di Zurigo, ma è una Sagl, nonostante il giro d’affari miliardario. Poco o nulla di pubblico e visibile, anche se tutto in regola e ci mancherebbe.

E la proprietà? Svizzera? Di svizzeri? Macché. La parola “Switzerland” appare nel nome della società, ma la sede è ad Amsterdam, e l’azienda è iscritta nel registro di commercio olandese, sussidiaria di una galassia angloamericana, chissà dunque dove paga le imposte. Il buon Lorenzo non ha sicuramente una risposta a questa domanda e non gli importa. È facile difendere a parole i ticinesi e la Svizzera, ma basta una piccola ricerca per scoprire che, se quando si parla di Billag lui dice sì, dice sì anche ad una società che ha un elenco sterminato di sussidiarie.

28 alle Barbados, 15 alle Isole Cayman, 38 nel Delaware (dato 31.12.16), il cui CEO americanissimo, (mica patrizio di Iragna) non esita ad “ottimizzare” (nell’alta finanza si dice così) il contributo fiscale spostando ingenti pacchetti azionari in trust offshore. Lo ha dimostrato solo pochi mesi fa in occasione del cambio di indirizzo della sede principale dell’azienda dagli USA a Londra, dopo una acquisizione britannica, sempre per ragioni fiscali.

Sia chiaro, il mondo del business è fatto così, la rivista Fortune fa presente che ormai tutte le grandi aziende americane si trovano nel Delaware, ci sono pool di avvocati e finanzieri impegnati solo a scovare tecniche per limare i contributi fiscali o cercare ragioni sociali a Curaçao o Antigua e Barbuda. Non c’è nulla di illegale. Anzi. Bisogna rendere conto anche ad azionisti e crescita del giro d’affari. E il CEO di questa azienda globale (non patrizio di Iragna) è uno che conosce bene le regole del gioco, un mago del settore, che si è fatto da solo partendo dal nulla, ed in grado di accumulare un patrimonio stimato in 7.5 miliardi di dollari. Un grandissimo. Un vero leader.

Ma è opportuno, per Quadri, abbinare il proprio nome a questa azienda? Il programma della Lega dei Ticinesi non ha obiettivi diversi? Non dovrebbero venire prima temi come la tutela del posto di lavoro per i ticinesi, la loro formazione professionale, la difesa dell’identità regionale, il rispetto del confronto democratico, la pari dignità di tutti gli svizzeri ed un equo accesso all’informazione e al dibattito politico?

 

* UPC schweiz GmbH è proprietà di UPC Switzerland Holding B.V. Netherland, che è di proprietà di Liberty Global Inc, iscritta nel Delaware e poi traslata in  Liberty Global plc a Londra.

In Svizzera si chiama UPC dal 2016. 

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