Quadri si accorge di Kabul

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Quadri si lagna della partecipazione massiccia alla manifestazione pro RSI, sminuendo il successo è insinuando secondi fini dei partecipanti.

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Quadri e compagnia sono evidentemente molto seccati dalla manifestazione pro RSI avvenuta a Bellinzona sabato scorso. Se il codino di Via Monte Boglia ci aveva abituati ormai ai suoi toni isterici, che mettono a disagio anche non pochi leghisti, qui il livore e la rabbia la fanno da padrone. Riportiamo solo alcuni stralci, trovate il suo intervento completo allegato. Quadri scrive nel suo post, sminuendo i numeri, cosa un po’ inutile visto che è sufficiente guardare le foto della manifestazione, e ci racconta chi c’era a Bellinzona:

“…alla manifestazione ci sono andati: collaboratori della TV di Stato, politicanti assortiti (che naturalmente non potevano perdere l’occasione per mettere fuori la faccia e farsi campagna elettorale), sindacalisti, compagni, membri CORSI, chi attinge al calderone del canone, i familiari di tutti i gruppi indicati sopra…”

Quadri ha ragione. È ora di smetterla che chi ha interesse a protestare ci vada. Una vergogna. Gli operai delle Officine avrebbero dovuto stare in pittureria coi loro stracci arancioni invece di dare scandalo in piazza, e lo stesso i membri della navigazione e le loro famiglie. Tutti a casa a guardare la tele sperando che qualche simpatizzante che non aveva assolutamente nulla a che fare con le loro rivendicazioni andasse a tenere alta la bandiera.

Stessa cosa i sindacalisti. Che cacchio ci fanno a una manifestazione dove si cercano di salvare posti di lavoro? E anche ‘sti parassiti arroganti che “attingono al calderone del canone”, gli uomini della vigilanza, le donne delle pulizie, quelli dei catering, gli operai edili…ma questa gente non può farsi gli affari propri?

Quadri poi si lamenta che la notizia data al telegiornale sia venuta prima di quella di 100 morti a Kabul. Quand’è l’ultima volta a cui Quadri è fregato qualcosa di Kabul non ci è dato sapere, ma conoscendo il suo amore per immigrati e Paesi poveri, il dubbio è lecito.

Per Lorenzo Quadri, la manifestazione in fondo è poi equivalente a due cene della Lega. Ci permettiamo cortesemente di dissentire. Le cene della Lega (offerte) facevano 1000 persone quando c’era il Nano. Ultimamente se a una cena della Lega (offerta) ce ne sono 500 è uva, ma soprattutto, la Lega è incapace, nonostante il suo sbraitare, di mobilitare la piazza. Il voto è facile, si starnazza si fa i capipopolo. Ma se la Lega vuole scendere in piazza, non raccoglie nemmeno quanto basta per riempire uno scuolabus. Lo dimostrano l’ultima carovana della libertà, un ridicolo clone di quella del Nano con una ventina di auto (leggi qui), o la dozzina di poverini che hanno seguito Robbiani a “presidiare la dogana” (leggi qui) o i 5 (togliendo i politici) che hanno perorato la causa di Gobbi a Berna (leggi qui). Roba da invidiare le manifestazioni dei comunisti pro Kurdistan.

Un’ultima cosa, Lorenzo. Questa gente non si è aggregata per un piatto di risotto, un bicchiere di vino e una fetta di pane. Si è riunita per difendere i propri diritti, come i ferrovieri e i marinai della navigazione. Questa è in fondo la differenza.

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