Six in sciopero, sosteniamoli

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Sciopero di 2 ore alla Six di Bedano per protesta contro i 100 licenziamenti annunciati a seguito dell’acquisizione da parte di Aduno.

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Che il settore bancario e finanziario svizzero fosse scoperto sindacalmente lo sapevano anche i sassi. Anni di vacche grasse e di euforia avevano ingrassato il settore, creando posti di lavoro e opportunità. Poi la crisi, le regole imposte dagli USA sul segreto bancario e lo scambio automatico d’informazioni hanno dato una bella mazzata al settore. Un ulteriore colpo dovuto ad automazione, e-banking e digitalizzazione ci ha fatto scoprire che forse tante persone diventavano superflue e poco utili al puro profitto.

Le banche sono rimaste grasse e i dipendenti diventavano sempre di meno.

I bancari si sono ritrovati così col naso in mezzo alla faccia, rendendosi conto di non avere nessun potere contrattuale e di essere destinati al viale del tramonto con in mano il loro scatolone degli effetti personali.

Oggi forse le cose possono cambiare. Oggi è in atto uno sciopero di due ore alla Six di Bedano. Di cosa parliamo? Nell’agosto dell’anno scorso, la Six rilevava le attività (proficue peraltro) dell’Aduno SA, un’altra società di pagamento senza contanti per l’alta finanza. Non passano nemmeno tre mesi per far si che l’azienda cominci a lavorare di falce. Parola d’ordine? Ottimalizzazione e profitto. La proposta è di chiudere tre sedi svizzere: Bedano, Oerlikon e Losanna, con un centinaio di licenziamenti. Detto in parole povere, Six si cucca i clienti ticinesi di Aduno e licenzia i dipendenti dell’azienda nel Cantone.

Oggi non è più tempo di divisioni. Tutto il lavoro ha pari dignità, ogni persona ha diritto di difendere quello che si è guadagnata. Insieme devono camminare gli operai delle Officine, i marinai del lago, i dipendenti della RSI e i bancari dell’ASIB. Non è da comunisti protestare per i propri diritti. È da persone, che respirano, giocano con i propri figli e fanno le costine in estate nel giardinetto dietro casa. Non cedere a questa finanza che sembra una mietitrebbia è un dovere. Nessuno si chiami fuori.

Per questo sosteniamo anche l’ASIB e la sua petizione (allegata sotto), anche se non possiamo dire di essere tanto d’accordo con questa economia di mercato, che di umano non ha ormai più nulla. Perciò firmate, in fede, se lo ritenete giusto. Firmate pensando, come dovremmo fare sempre, alle persone che ci vanno di mezzo. I settanta della Six sono come i milleduecento  della RSI, come i cinquecento delle Officine, come i trentaquattro della navigazione.

http://sbpv-aseb-asib.ch/?lang=it

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