Bang: Gobbi contro la legge farlocca

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Henrik Bang, deputato socialista e membro della commissione speciale “Prima i Nostri” istituita dal parlamento, si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

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Henrik Bang, deputato socialista e membro della commissione speciale “Prima i Nostri” istituita dal parlamento, si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Già a più riprese aveva lamentato la poca incisività della commissione, ricordiamo, presieduta a maggioranza dagli stessi referendari e con la presidenza in mano all’UDC.

Oggi Bang non ci sta a passare per fesso con gli altri parlamentari che hanno votato contro la proposta di applicazione di Prima i Nostri, una proposta, oggettivamente, difficilmente realizzabile e in contrasto con leggi superiori. Scrive in modo chiaro Henrik Bang:

“Nel nostro Paese esiste una gerarchia di leggi: quelle cantonali, quelle federali e gli accordi internazionali sottoscritti dalla Confederazione. Le prime non possono essere in contrasto né con le seconde, né con questi accordi.”.

È, in effetti, una questione di gerarchie. La stessa cosa vale in Ticino per le leggi cantonali che sono superiori a quelle comunali e così via. Messa semplicemente, un caporale prende ordini da un sergente che li prende da un tenente. Un caporale non può farsi le sue leggi in barba ai superiori. Bang ripropone le conclusioni del CdS sostenute anche da Zali e Gobbi:

“…le norme centrali del progetto (…) si pongono in contrasto col diritto superiore. Reputiamo che tali norme non possano prestarsi a un’interpretazione conforme al diritto federale. (…)”

Dunque, il patetico tentativo di UDC e compagnia di incolpare il parlamento non regge. Il parlamento ha fatto l’unica cosa corretta e logica, ha respinto un’iniziativa che NON ha attualmente possibilità di attuazione. E non s’invochi il popolo, la colpa non è del popolo che vota le iniziative, ma di chi propone delle iniziative sapendo benissimo che si schianteranno come navi sugli scogli delle leggi internazionali. Fare gli sbruffoni va bene sul Mattino della Domenica ma non si può imporre alla Confederazione e agli altri Paesi delle leggi che abbiamo votato in Ticino, leggi che oltretutto sono palesemente “illegali”. Bang conclude il suo intervento ricordando che anche i Consiglieri di Stato leghisti hanno votato contro la proposta di applicazione dell’iniziativa:

“Il Consiglio di Stato all’unanimità (dunque la collegialità non c’entra), pertanto compreso il Consigliere di Stato Norman Gobbi, hanno avuto il coraggio di votare contro questa proposta di legge farlocca…”

E se aveste ancora dei dubbi, domandate a Gabriele Pinoja (presidente della commissione) e agli altri membri iniziativisti, quali sono le norme che avrebbero proposto di far applicare, a parte quella di chiedere a Banca Stato di assumere solo residenti quando su 400 dipendenti non c’era nemmeno un frontaliere. Ora la colpa sarebbe del parlamento? Eh no ragazzi…

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