Buon Anno del Cane

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Ho suonato il campanello e sono entrata, ma solo perché ero certa che il mostro Nian non li aveva mangiati. Con Francesca e Antonino ho condiviso il mio primo Capodanno cinese a Lugano.

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Venerdì sono arrivata in via Ciseri e, varcato l’uscio del Centro Culturale il Ponte, mi sono subito confrontata con una cosa in cui non eccello: mangiare con le bacchette. Francesca Wölfler, creatrice nel 1995 del brioso luogo di incontro per immigrati cinesi, mi ha fatto accomodare alla tavola per condividere i ravioli preparati apposta per il loro Capodanno. Peccato non ci fossero le forchette, perché di certo avrei fatto più bella figura. Ma per scoprire chi sono e cosa mangiano i cinesi durante la loro festa della primavera, si supera anche l’imbranataggine.

 

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Per le strade di Lugano non si sono visti i rossi dragoni di cartapesta e gli ombrellini colorati, che hanno invaso l’Asia e le Chinatown di tutto il mondo. Ma anche da noi qualcuno ha brindato all’arrivo dell’anno del Cane. In Ticino, mi ha detto Francesca, i cinesi sono più o meno 400: “Una cinquantina sono studenti dell’Usi e Supsi. Altri, provenienti dall’Italia e trasferitisi qui, vengono da noi per non dimenticare la loro lingua madre. Ci sono poi molti medici, cuochi e lavoratori nel turismo”. L’appartamento di via Ciseri è quindi un posto speciale per chi vuol studiare l’italiano e integrarsi di più, ma anche per chi vuol restare connesso con la propria terra. Anche perché a volte è difficile portarsela in valigia: “Ricordo due studenti andati in Cina per le vacanze e poi tornati in Ticino. Erano arrabbiatissimi perché in aeroporto gli hanno fatto buttare il pacco di cibo preparato dalla mamma”.

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Durante il Chuxi (la vigilia) un po’ di persone si sono riunite nella sala del centro culturale. Ognuno ha portato un piatto diverso: una signora cinese delle lenticchie indiane, un’altra un polipo alla giapponese, qualcuno un’insalata di riso molto occidentale. Insomma un vero mix di culture.

Poi però tutti insieme si son messi a preparare i ravioli, protagonisti indiscussi del Capodanno cinese.

Delle maestre, che spesso tengono lì corsi di cucina, hanno incantato i presenti impacchettando in pochi secondi i delicati fagottini. Così, nelle stanze de Il Ponte si è ricreata per qualche ora l’atmosfera che si respira in Cina durante la vigilia.

Francesca mi ha spiegato che ogni anno, nel corso dei lunghi festeggiamenti del Capodanno, le famiglie si ricongiungono e il giorno del Chuxi tutti collaborano per preparare la cena. “Per confezionare i Jiaozi (i ravioli) le donne fanno il ripieno, gli uomini lavorano la pasta, i piccini la farciscono e provano a chiuderla, così imparano l’arte”.

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Per l’impasto si usa semplicemente acqua e farina. L’acqua deve essere sempre calda in modo che la pasta risulti elastica. Se si riempiono con della carne si usa farina di grano, se si fanno di pesce si può usare quella di riso in modo che risultino trasparenti e si intravedano, magari, dei bei gamberetti rosa. Per 17 persone loro hanno usato: 500 g di maiale macinato, 30/40 grammi di zenzero fresco, 750g di carote tritate finemente, 3 porri ugualmente tritati, salsa di soia, un po’ di olio di sesamo tostato, 1 kg di farina 00 e un bicchiere d’acqua. Li hanno cotti poi per una quindicina di minuti in vaporiera da quando l’acqua ha iniziato a bollire.

Il mondo dei ravioli cinesi è davvero infinito, la stessa Francesca quando era a Shanghai ne ha provati più di 70 tipi. E anche noi, una volta imparata la tecnica per chiuderli, possiamo sbizzarrirci con i ripieni.

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Ma chi è il mostro Nian che non si è mangiato Francesca e Antonino? Una figura leggendaria che, golosa di uomini e bimbi, compariva ogni primavera per rimpinzarsi. Per scacciarlo si doveva far tanto rumore e circondarlo di cose rosse. Ed è così che le decorazioni, danze e spettacoli pirotecnici di oggi, si giustificano con la più lontana delle leggende.

 

Se volete imparare a fare i ravioli, seguire una lezione di cinese o magari prendere in prestito uno dei volumi della biblioteca de il Ponte, questa è la loro mail: qiaoliang10@hotmail.com

 

P.s. Nian 年, oggi vuol dire ‘anno’.

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