L’UDC vuole indebolire i lavoratori

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Numerose voci si sono alzate ieri per criticare aspramente l’UDC e la sua iniziativa fuffa “Prima i Nostri”.

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Numerose voci si sono alzate ieri per criticare aspramente l’UDC e la sua iniziativa fuffa “Prima i Nostri”. Lo ha fatto il Partito Socialista, lo hanno fatto il sindacato UNIA e l’associazione Forum Alternativo. L’ iniziativa bocciata in toto dal Consiglio di Stato (leghisti compresi) e dal parlamento, solleva non tanto critiche, quanto rabbia per la sua inutilità e per l’aggiramento delle misure che veramente andrebbero a vantaggio del mondo del lavoro. Scrive UNIA:

“Oramai un dipendente su due è assoggettato a un contratto collettivo di lavoro! Uno su quattro addirittura ha un contratto collettivo di lavoro dichiarato di obbligatorietà generale. Salari minimi, indennità, orario di lavoro, ferie, eccetera, sono cosi regolati unitariamente e qualsiasi concorrenza impedita.” 

Questo diceva Magdalena Martullo-Blocher sull’edizione straordinaria del giornale UDC, spedito a tutti i fuochi in Svizzera. Un attacco diretto ai sindacati, a tutti i lavoratori e le lavoratrici e a tutti quelli che ritengono giusto e legittimo rivendicare un diritto alle vacanze, un tetto massimo di ore settimanali di lavoro, un salario minimo e un contratto collettivo. 

L’obiettivo della destra non è quello di proteggere i residenti, come l’UDC ticinese finge di fare, ma indebolire tutti i lavoratori. 

L’impressione è che in effetti sia in atto una guerra di classe, con da un lato l’UDC e parte dei liberali, quelli più legati alla finanza liberista, che cercano bellamente, mi si permetta il termine, di fottere i poveri. Una guerra atta a eliminare, in realtà, le regole e le protezioni minime di cui beneficia oggi chi lavora.

E per poveri non parlo necessariamente di piccole fiammiferaie o degli accattoni davanti alle chiese, ma dei cittadini come voi e me.

Anche il Forum Alternativo, ha rilasciato un comunicato di cui riportiamo alcuni brani.

Il senso dell’iniziativa è sempre stato quello di spostare l’attenzione, gettando fumo negli occhi, facendo credere che i responsabili della miseria salariale e del precariato ticinese sono da cercare tra chi lavora ma ha un passaporto diverso. Dividere i lavoratori per far dimenticare altre questioni. (…) … a un certo tipo di padronato conviene mantenere un esercito di riserva di sottopagati da utilizzare per spingere verso il basso i salari di tutti, residenti e frontalieri. Questo l’UDC non lo dirà mai perché i suoi rappresentanti figurano spesso tra chi detiene il potere economico e i margini di profitto…”

Non da meno il Partito Socialista, che insiste sulle misure concrete di accompagnamento:

“Prima i Nostri” non è applicabile, non rispetta né diritto né competenze della Confederazione, fa proclami ma non propone misure concrete per migliorare le condizioni di lavoro e i salari. Bocciata, anche perché è il tentativo della Destra di proporre iniziative non realizzabili, di non proporre nulla per realizzarle e dire ad altri di farlo per poi accusare che non si sia potuto fare. Tutto questo polarizzando il dibattito ed evitando il nocciolo della questione: primo su tutti, i salari!”

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