Perchè Ticinonews attacca Attivissimo?

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Il portale legato al gruppo del Corriere del Ticino diretto da Foa accusa il noto giornalista di lavorare per il governo italiano. Ma Attivissimo ha già smentito da tempo

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Cominciamo col dire che Ticinonews appartiene al gruppo del Corriere del Ticino, che è diretto da Marcello Foa.  Foa viene così definito dal sito antibufale BUTAC*:

“Foa, col suo blog su Il Giornale è uno dei tanti che da tempo racconta le sue verità, verità che spesso non hanno a supporto nulla se non articoli di complottari noti. (…)”

Ma Foa è anche quello, e in Ticino lo sappiamo bene, della bufala sui 150’000 riservisti americani pronti alla guerra (leggi qui) e quello del memorandum della polizia tedesca che avrebbe pilotato le informazioni sul terrorismo (leggi qui). Come dicevamo, Ticinonews è roba sua ed è gestito ora da Mattia Sacchi, ex redattore del Mattinonline.

Il fatto è semplice: Ticinonews dà una notizia secondo cui Paolo Attivissimo, noto blogger ticinese attivissimo (ci si permetta il bisticcio) pure lui nell’ambito di smontaggio bufale, sarebbe pagato dal governo italiano (dalla odiata Boldrini, NdR). Scrive infatti Ticinonews nel suo articolo a metà gennaio di quest’anno:

“Lo scorso 9 febbraio la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini aveva lanciato la campagna #BastaBufale, un appello contro le fake news i cui primi sottoscrittori della raccolta firme sono quattro tra i debunker più conosciuti in Italia: David Puente, Michelangelo Coltelli, Walter Quattrociocchi e, appunto, Paolo Attivissimo.”

 Ticinonews, a firma di Sacchi, attacca Attivissimo, teoricamente reo di rispondere evasivamente alle domande. Ma Attivissimo aveva già risposto a ridicole accuse analoghe già nel 2016:

 “(…) La Presidenza della Camera mi ha semplicemente chiesto di moderare una mattina di dibattito sulle bufale (fatto) e la Presidente Boldrini mi ha citato fra gli esperti che le daranno una mano nella sua iniziativa per contenere i danni causati dalle false notizie arruffapopolo e acchiappaclic.

Non sono stato arruolato, assunto, messo sotto contratto, messo a libro paga o iscritto al Nuovo Ordine Mondiale con una stretta di mano segreta e il sacrificio di una capra. La Presidenza mi ha chiesto informalmente se mi interessava collaborare a queste due specifiche iniziative e io altrettanto informalmente ho detto di sì, perché mi sembrano esperienze interessanti e potrebbero essere utili a molti.”

Dunque nessun pagamento, che anche se ci fosse stato, non si capisce per quale motivo Attivissimo avrebbe dovuto rifiutare. Ticinonews, stranamente non demorde, e rincara la dose insinuando che il 2016 è andato così, ma che Paolo Attivissimo avrebbe potuto prendere soldi nel 2017.

È lo stesso BUTAC a rispondere stavolta, visto che è tirato in causa:

“Prima di tutto, siccome capita che qualcuno ci chieda quanto ci hanno pagato, specifico che lo abbiamo fatto gratis, lo facciamo gratis, la Camera dei Deputati ha solo provveduto a pagare il viaggio in treno, e la sistemazione per la notte per chi ne ha avuto necessità. Nessun gettone di presenza, nessun pagamento.”

Per concludere, sarebbe bello sapere da Ticinonews per quale motivo si accanisce contro chi cerca di creare, in Italia poi, nemmeno in Ticino o in Svizzera, una minima regolamentazione sulle notizie false, un problema sentito in tutto il mondo e a cui numerosi governi stanno cercando di dare risposte.

Poi ci ricordiamo in che stagno sguazza Marcello Foa, quando lavora per Il Giornale, testata di proprietà della famiglia Berlusconi a cui Foa è legato a doppio filo e il cui direttore Sallusti è noto per le sue esternazioni di estrema destra che spesso superano il limite del decoro. Ci ricordiamo che Sallusti è stato condannato a 14 mesi e che  la procura aveva addirittura motivato la sentenza, con la recidiva di Sallusti e con la sua “spiccata capacità a delinquere”. Ci ricordiamo delle bufale di Foa in Ticino e ci ricordiamo che il Mattinonline è nella lista nera dei siti che smascherano bufale (leggi qui).

E tutto d’un tratto i conti tornano. Questo è giornalismo dunque? Decidetelo voi.

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