Sarà vero? Un inglese nero

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La ricostruzione dell’Uomo di Cheddar, vissuto in Inghilterra 9000 anni fa, mostra che gli abitanti della Gran Bretagna discendono da…uomini di colore!

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Questo bel signore è l’Uomo di Cheddar. Non c’è più, poverino, è morto circa 9’000 anni fa all’incirca all’età di vent’anni. Il signore in questione, con quei begli occhi chiari e la pelle d’ebano, due caratteristiche raramente riscontrabili oggi, è un inglese.

E qui ci viene da ridere, pensando a tutti i suprematisti bianchi e anglosassoni che hanno fatto della loro presunta superiorità etnica una certezza e un baluardo psicologico nei confronti di immaginarie invasioni.

Eh già, magari non beveva tè e non giocava a cricket, ma era un dannato inglese. Cacciatore e raccoglitore (un po’ come tutti allora) nella contea di Somerset, il nostro amico non aveva capelli rossi e pelle diafana, nessun naso rubizzo, ma pelle scura e capelli neri. Unica curiosa differenza gli occhi chiari, per la pelle avrebbe dovuto aspettare i millenni successivi, quando si sarebbe schiarita per ottimizzare i raggi ultravioletti. Il gene recessivo degli occhi chiari compare infatti diverse migliaia di anni prima rispetto allo schiarimento della pelle, dovuto appunto al bisogno di sintetizzare la vitamina D dai raggi del sole, molto meno potenti a Nord.

Arrivato dall’Africa e dal Medio Oriente coi suoi colleghi, l’Uomo di Cheddar, attraversando un istmo di terra che collegava allora l’Inghilterra alla terraferma, venne in seguito assorbito da altre popolazioni migranti (ah ah) lasciando tracce dei suoi geni negli inglesi moderni. La ricostruzione del suo aspetto in base al DNA non lascia più dubbi. Questo è un suddito di Sua Maestà quando Sua Maestà non esisteva ancora, e dal suo sguardo sornione si fa beffe dei razzisti bianchi.

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