Sei povero? Muori prima

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Spesso parliamo del divario tra ricchi e poveri, un abisso che si fa sempre più vasto, una disuguaglianza che non si ferma solo al denaro o al potere d’acquisto, ma che va a incidere pesantemente anche sulla speranza di vita. Parliamo di Paesi meno fortunati, ma anche dell’Europa. Riportiamo qui sotto un rapporto dell’UNICEF del gennaio di quest’anno, in relazione alla mortalità infantile nel mondo.

“Benché negli ultimi venticinque anni il tasso di mortalità tra i minori di cinque anni si sia più che dimezzato, per quanto riguarda i neonati le cifre non sono così rassicuranti. La maggior parte di questi decessi sarebbe evitabile ed è evidente che il problema riguarda in primis i bebè più poveri.”

“ (…) I neonati che vengono al mondo nei Paesi con i tassi di mortalità più elevati corrono un rischio cinquanta volte superiore di morire rispetto ai bebè che nascono in quelli con i tassi più bassi. Se tutti i Paesi raggiungessero il livello di quelli con la mortalità più bassa entro il 2030, si salverebbero sedici milioni di vite.”

Basti sapere che se in Norvegia c’è un medico, un’infermiere o una levatrice ogni 46 abitanti, in Somalia è uno ogni 10’000 persone. Ma sono i dati europei a fare paura, quelli che riportiamo sono relativi alla Francia, ma supponiamo non si discostino molto nei Paesi europei limitrofi:

“ per gli uomini, il divario tra i più benestanti e i più indigenti può toccare i tredici anni. Con la ricchezza, aumenta anche la speranza di vita: per gli uomini, alla nascita essa si situa a 84,4 anni per la fascia di popolazione del 5% più benestante, contro i 71,1 anni del 5% più povero. Per le donne, invece, lo scarto è minore, con soli otto anni a separare le due fasce.

Considerando un tenore di vita di 1000 euro al mese, 100 euro supplementari sono associati a 0,9 anni di speranza di vita supplementari per gli uomini, 0,7 anni per le donne. Tale scarto si riduce a 0,3 e 0,2 anni se si considera invece un tenore di vita di 2000 euro al mese. (…) Le persone più benestanti hanno spesso un diploma di istruzione superiore, sebbene questo dato spieghi solo in parte il divario causato dal tenore di vita: con o senza diploma, la speranza di vita aumenta con la ricchezza.*”

100 euro in più, 9 mesi di vita. Mai le differenze sono state così spaventosamente devastanti e chiare. C’è qualcosa di profondamente sbagliato in questa società. Stiamo perdendo conquiste sociali e la gente diventando più povera non perde solo potere d’acquisto, ma anche anni di vita. Pensateci la prossima volta che proporranno dei tagli sui più poveri e sgravi per i più ricchi.

* Fonte: Nathalie Blanpain, istituto nazionale francese per gli studi demografici

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