Trump e la scuola da Far West

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La recente proposta di Donald Trump per evitare le stragi nelle scuole, ormai una simpatica tradizione americana, sarebbe armare i docenti

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La recente proposta di Donald Trump per evitare le stragi nelle scuole, ormai una simpatica tradizione americana, sarebbe armare i docenti. Anche il vice presidente, in perfetto stile western avrebbe dichiarato: per fermare un cattivo ragazzo con la pistola, ci vuole un bravo ragazzo con la pistola.

La totale decadenza di queste dichiarazioni entra nel solco di un concetto che già ci ricorda Adolf Hitler (niente paura, nessun paragone con Trump) e le Volksturm. Siamo a Berlino, l’Armata Rossa avanza da una parte e gli Alleati dall’altra. Un sogno di gloria è finito, ma Hitler non si rassegna. Non ha praticamente più soldati. Allora, insieme ai ragazzini della Hitlerjugend, manda per le strade la Volksturm, la tempesta del popolo. Civili armati, che vanno in guerra contro i carri armati sovietici coi cappotti, i cappelli di feltro e le calze di lana delle mogli. Un esercito di deboli, di riformati e anziani. L’ultimo grido di un regime folle, che sacrifica sull’altare dell’ideologia i suoi bambini e i suoi vecchi.

Quando lo Stesso abdica al suo ruolo, è una sconfitta della democrazia. Ce lo insegna l’abbandono italico delle zone in mano alla malavita organizzata. Ma immaginatevi anche qui, se si proponesse di armare i negozianti taglieggiati dalla camorra o dalla mafia e di pretendere che si difendano da soli. Bella idea sulla carta, facile giocare col culo degli altri.

Un docente è formato per insegnare, per dare dei valori ai nostri figli. Non è un poliziotto e non lo si può gravare con un fardello del genere. Non si può chiedere a chi è responsabile dell’educazione dei nostri figli di essere anche responsabile per la loro vita.

Ora salta fuori che durante la sparatoria alla scuola di Parkland, c’era un vice sceriffo al di fuori degli stabili ma che non è intervenuto. Però Trump pretenderebbe che lo facciano delle maestre.

Io mi immagino la mia maestra delle elementari, l’Adriana. Le ho voluto bene e me la ricordo ancora con grande affetto. Era una donna allegra e gentile e fatico veramente a vederla mettersi a sparare in preda al terrore a un folle armato di fucile mitragliatore. Immaginatevi il vostro professore di matematica, o la soressa di francese, la maestra di disegno o il direttore delle medie (il mio era un ometto alto un metro e 50 con gli occhiali e i dentoni). E immaginateveli dietro a una catasta di tavoli mentre reagiscono sparando alla gragnuola di colpi che stanno ammazzando i loro allievi, tra gli schizzi di sangue, il fumo e la puzza di cordite, catapultati in un teatro di guerra in pochi attimi.

Questa è l’idea partorita dal presidente degli Stati Uniti. Un uomo che di idee folli sembra sfornarne due al giorno. Un uomo potentemente foraggiato dalle lobby delle armi insieme a un centinaio di senatori repubblicani.

Quando lo Stato chiede ai suoi cittadini di difendersi da soli, lo Stato non c’è più, e comincia il far west. Forse in fondo, è solo questo il rimpianto di quelli come Trump. Un tempo dove chi era più forte decideva della vita dei più deboli, senza tanta politica tra le balle.  

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