Abitare tutti insieme si può

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Cooperative abitative: un sogno allettante, una soluzione sostenibile e a misura d’uomo, il recupero di valori che credevamo perduti. Un futuro possibile?

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Qualche giorno fa, a Bellinzona, si è parlato di cooperative abitative. Una roba da anarchici? Da comunisti? In realtà un po’ sì e un po’ no. L’idea in realtà non è rivoluzionaria, ma è sicuramente in controtendenza con delle realtà abitative e urbanistiche sempre più anonime e spersonalizzanti.

A organizzare la serata, la Società Svizzera degli Ingegneri e Architetti, sezione Ticino, e la rivista Archi-Espazium. Ma cos’è la cooperativa di abitazione?

Oggi, le nostre scelte incidono sempre più sul mondo in cui viviamo e si ripercuotono sul nostro territorio, sull’ambiente e sulla nostra stessa vita. Il concetto di cooperativa abitativa cerca di dare una risposta a un’urbanizzazione selvaggia e senza criterio, riunendo dei gruppi di persone o soci, che creano una cooperativa. La progettazione, l’edificazione e l’abitabilità dei complessi cooperativi, tiene presente sia gli aspetti ambientali, che urbanistici o energetici. I vantaggi sono molteplici. Le strutture in teoria favoriscono la coesione sociale e il risparmio, sia energetico sia economico, l’idea è di condividere, oltre che agli spazi collettivi (piazzale, giardino, ecc.) anche servizi e beni, sviluppando un atteggiamento solidale.

Cerchiamo di essere chiari, se siete degli intolleranti e misantropi, la cooperativa non è la vostra soluzione, ma se siete persone socievoli e attente all’ambiente, può diventare un’idea non solo più economica, ma enormemente arricchente dal punto di vista umano.

La cooperativa cerca equilibri tra privato, semi-pubblico e pubblico, cercando di creare un ambiente armonico e ottimalizzato. Detto in parole povere, il concetto in fondo è quasi lo stesso dei vecchi caseggiati con i cortili interni e le balconate dei nostri nonni. Posti dove tutti si conoscevano, si frequentavano e si davano una mano, con i bambini che giocavano nel cortile controllati da tutti. Piccole realtà che riprendono il concetto di villaggio dove ogni inquilino finisce per avere una responsabilità nei confronti del collettivo. Il tutto rivisitato con concetti e strutture architettonicamente moderne. Se in Svizzera romanda e tedesca la realtà cooperativa è ormai consolidata, in Ticino stenta ancora a farsi strada, un controsenso se pensiamo che i Ticinesi dovrebbero essere più estroversi rispetto ai confederati. Scrive la rivista Archi-espazium, a firma di Monique Bosco Von Allmen:

“ (…) La cooperativa di abitazione persegue lo scopo di coprire in maniera duratura, secondo il principio del mutuo soccorso e della corresponsabilità, il fabbisogno di spazio abitativo dei suoi soci a condizioni finanziarie accettabili. Ogni società cooperativa d’abitazione ha le sue caratteristiche, la sua cultura e la sua storia, segue i principi che si è prefissa e che sono iscritti nel proprio statuto.

La cooperativa d’abitazione è spesso caratterizzata da un atteggiamento solidale e dalla condivisione delle responsabilità fra i vari membri durante tutto il percorso: dalla sua fondazione alla realizzazione del progetto e infine alla gestione degli edifici, sempre imperniata alla massima trasparenza. (…)”

Un sogno allettante, una soluzione sostenibile e a misura d’uomo, il recupero di valori che credevamo perduti. Un futuro possibile?

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