Bilaterali for dummies

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L’inapplicabilità dell’iniziativa del 9 Febbraio spiegata con esempi alla portata di tutti

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Mi permetto di scherzare un po’ ma neanche tanto, per cercare di spiegare a chi, anche magari credendoci veramente, ritiene che l’iniziativa del 9 febbraio venga boicottata da una serie di parlamentari collusi e antipopolo. Parto da un introduzione un po’ barricadera, Fabrizio Sirica, vice presidente del Partito Socialista, scrive:

“…chi ha tradito il popolo? Un parlamento che ha svolto i suoi compiti nell’ambito delle proprie responsabilità e della legalità, oppure l’UDC, che ha mentito sapendo di mentire, che ha venduto fumo, che ha chiesto di fidarsi, di credere al fatto che Prima i nostri sarebbe stata applicata nel settore privato, quando sapevano che non era possibile?”

A me piace fare esempi, scrivere parabole, un po’ come Gesù (con le dovute proporzioni, s’intende) . Facciamo finta che stiamo ad Uri, il Cantone a noi vicino, separato solo dalla galleria del Gottardo. Gli Urani in fondo ci sono simpatici, c’hanno il toro nello stemma e il pollo al cestello ad Attinghausen, la statua di Tell ad Altdorf e tante altre cose carine.

Un giorno gli Urani si svegliano con la luna storta e indicono un referendum. “Basta al transito di ticinesi sulle nostre strade”, è intitolato. Grande seguito popolare, l’iniziativa va al voto. Il 75% degli Urani sono d’accordo: i ticinesi sono caciaroni, lasciano pochi franchi e ci gasano il fondovalle continuando a fare avanti e indietro.

Qualche timido politico urano cerca di ricordare che una legge così è incostituzionale, che se anche provano ad applicarla poi ci penserà la Confederazione a bloccarla.

Questa gente ragionevole viene tacciata di essere traditrice della patria, alle vacche gli si secca il latte nelle mammelle, i ristoranti di Attinghausen chiudono per protesta e la statua del Tell crolla al suolo stizzita. Allora il Canton Uri crea una commissione apposita con maggioranza di referendari che decida come applicare l’iniziativa.

La commissione studia per 6 mesi come fare, chi propone un tunnel che giri intorno a Uri, chi di catapultare i ticinesi sopra il territorio e di farli atterrare in un Park & Ride a Svitto.

I soliti politici ragionevoli gli dicono che mica si può, sono proposte inapplicabili. Riparte la tiritera dei traditori del popolo. A questo punto interviene la Confederazione, che pur lasciando autonomia ai Cantoni, ha delle leggi che tutelano tutti e non solo gli Urani, e gli dice che no, non si può proibire ai ticinesi di attraversare il Cantone.

Ecco, insomma, spero di essere stato chiaro. Perciò hanno ragione Sirica, Bang (leggi qui) e tanti altri quando dicono che questa  iniziativa fatta votare a noi è stata un’immensa presa per il sedere, d’altronde lo aveva già detto anche l’ex consigliere nazionale Pierre Rusconi (leggi qui). Comunque, state sereni, per ora gli Urani non hanno nessuna intenzione di chiudere le frontiere, potremo continuare a mangiarci burrosi polli al cestello annaffiati con una svizzerissima Feldschlösschen, la birra che solo i veri svizzeri sanno pronunciare.

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