Il body shaming alla Funiciello, Quadri e gli “anonimi” del Mattino.

Quadri commenta su Facebook la notizia della condanna di un solettese per insulti a Tamara Funiciello, aggiungendo i suoi “apprezzamenti”, e casualmente uno dei tanti anonimi scrittori del Mattino usa le sue stesse, identiche frasi. Coincidenza?

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È vero, quando si parla del body shaming, degli insulti riguardo l’aspetto fisico, che colpiscono soprattutto le donne (ma non solo), di solito non ci andiamo teneri. È successo, ricordiamo, con gli ignobili attacchi UDC alla presidente della JUSO Tamara Funiciello, e non una volta (leggi qui) ma più di una. (leggi qui). Però, stavolta, a leggere certe dichiarazioni di Lorenzo Quadri e un anonimo (o forse no?) trafiletto sul Mattino (si, confesso, ho questa insana e masochistica abitudine), la consueta indignazione scema in un sorriso, che assume un po’ l’aspetto di un ghigno beffardo, a ben vedere.

Partiamo da una notizia riportata sul Mattinonline, gestito da ormai non si sa più chi, prendendo spunto dal 20Minuten. Si parla di un 62enne solettese condannato nel mese di settembre a 200 franchi di multa,  250 franchi di spese processuali e 10 aliquote da 30 franchi sospese per 2 anni, in seguito a una denuncia sporta dalla suddetta Funiciello in collaborazione con Netzcourage, associazione che si occupa di denunciare gli autori di commenti infamanti sul web. L’uomo, guarda caso con dei trascorsi nell’UDC (ma pensa! Ma chi l’avrebbe mai detto? Salutava sempre!), aveva così definito la Funiciello nell’ormai quasi famosa foto delle ragazze della JUSO che, in occasione della Festa della Donna, appaiono mentre, coprendo il seno con le mani, bruciano dei reggiseni: ” di un’intelligenza inferiore e incapace di suscitare l’attenzione sul piano politico senza esibire il proprio corpo”. Insomma, il più classico dei “siccome sei cretina, mostri le tette”, frase ritenuta dal giudice sessista e diffamatoria. L’uomo, da bravo cuor di leone, si è difeso sostenendo che si trattava di uno sfottò (ma va?), e dichiarando che, a differenza di altri che, a suo dire, sono già stati condannati ma pagano e stanno zitti, vuole andare a processo.

E qui parte il simpaticissimo teatrino che in genere accompagna questo genere di notizie, e che stavolta, in fondo, fa davvero quasi sorridere. Parte prima Lorenzo Quadri, lancia in resta, dichiarando su Facebook che “I primi a doversi preoccupare per una sentenza del genere sono proprio i soldatini della $inistra….[…] ” perchè, a suo dire, i famosi hater della $inistra dicono cose peggiori di quelle e quindi potrebbero essere a loro volta denunciati, “e allora i soldatini sinistrati avranno poco da ridere.”  (Vedo già il terrore spandersi, OH MIO DIO). Dopo di che, Quadri,facendo notare che la foto allegata all’articolo non appare su Facebook, cosa fa? Esattamente quello per cui è stato condannato il solettese, ovvero offendere sull’aspetto fisico:  “PS: la foto di Funiciello & Co allegata all’articolo viene censurata automaticamente da fb  🙂 si vede che è troppo anche per Zuckerberg  :)” (I sorrisini sono nel post, giuro). Ovviamente Quadri ignora, o finge di ignorare, che non c’è nessuna censura automatica: la foto non viene mostrata non perchè a Zuckenberg non piacciano le ragazze della JUSO, ma per un semplice malfunzionamento della condivisione, che a volte capita. Cercando di condividere il link dell’articolo sul Mattinonline, essa appare senza alcun problema. Ma come si dice dalle mie parti, il lupo di mala coscienza, come opera pensa.

Ma non finisce qui, amici telespettatori, direbbe il buon Mike Buongiorno. In un trafiletto a firma Zio Bill (Oh coraggioso! Oh impavido cuor di Leone), si legge, a riguardo della Funiciello, già definita con il consueto “non patrizia”: quando il buon senso ed un’occhiata, per quanto furtiva, allo specchio avrebbe imposto a queste signore di rimanere coperte dal mento ai piedi. Ora, a parte che fa un po’ ridere che in un post dove si parla di una denuncia per offese sull’aspetto fisico si faccia esattamente la stessa cosa,  siamo sicuramente convinti che dietro a tale pseudonimo ci sia sicuramente un fior di bellezza, sicuramente una persona talmente splendida e attraente da dover usare un nome falso, sia mai che magari troppe ammiratrici lo vengano a cercare! Chissà quante splendide donne questa persona avrà ai suoi piedi per definire poco velatamente brutto qualcuno. Oppure, gli sarà scappato l’occhio sugli annunci delle procaci e disponibili signorine che finanziano il Mattino, e ha ben pensato di fare confronti. Mistero.

E a proposito di misteri, una cosa la notiamo: che il suddetto, anonimo Zio Bill, nel suo trafiletto, non si sa perchè riprende testualmente, “$” e “k” comprese, alcune frasi del suddetto post di Lorenzo Quadri. (Si veda sotto il confronto).  Una semplice, ma strana casualità, un tributo al fluente e vibrante eloquio di Lorenzo Quadri…o forse un goffo tentativo di dire certe cose sul proprio giornale coprendosi con uno pseudonimo? Si sa, a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina…

mattino quadri

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