Bühler, Quadri e il paradosso della sardina

Pubblicità

Quadri e Bühler proprio non riescono ad accettare la sconfitta su No Billag, e continuano a far finta di niente o pretendere di dettare legge.

Di

Neanche finita la votazione No Billag e abbiamo sentito i fautori del sì, con un’arroganza incredibile, cominciare a sbraitare e a dettare regole. A casa mia, con il 70% di voti contrari fai il gentleman inglese, incassi, dici le solite frasi di circostanza su quanto evidentemente non sei stato in grado di fare capire all’elettorato e te ne vai in silenzio.

A casa mia, se nemmeno uno straccio di Comune, non solo in Ticino, ma in tutta la Svizzera, avesse votato in mio favore, direi due frasi di circostanza sull’inevitabilità dell’accettare la sconfitta e mi allontanerei raschiando i muri.

Non così Quadri e Bühler, che dovrebbero imparare, stavolta, da Boris Bignasca che, scoprendosi statista, ha accettato il responso delle urne con una signorilità che perlomeno stupisce dichiarando: “Per chi ha perso è obbligatorio fare una riflessione”, e ce lo dice uno il cui padre raccomandava di fare gli aeroplanini col canone Billag.

Le altre due paperelle invece sono lì a starnazzare nello stagno girando in tondo senza fare la minima di autocritica, senza ragionare sulla boiata che hanno promosso per mesi, fingendo che i soldi di UPC Cablecom e che gli accreditati in parlamento al seguito di Quadri, sempre di UPC Cablecom e Sunrise non siano mai esistiti. Schiamazzano spruzzando acqua in tutti i Cantoni facendo i grandi leader di un popolo che gli ha dato un sonoro calcio nel sedere.  

Questa è ovviamente una tattica tipica di ‘sti personaggi, che oggi appare tanto più patetica quanto sono alte le percentuali che li hanno sconfessati. È pur vero che una minoranza li ha seguiti. Affascinante a tal proposito, e permettetemi di scaraventarvi in un abisso culturale che fa tremare le vene dei polsi, un libro di pratiche psicoterapiche di Paolo Quattrini, a titolo: “Per una psicoterapia fenomenologica ed esistenziale”.

Non mandatemi al diavolo e seguite me e Quattrini perché quello che ci racconta è il divertente paradosso della sardina:

“ (…) L’organizzazione a sciame presenta invece una modalità di aggregazione molto differente. Un banco di sardine per esempio, si muove in una maniera autoreferenziale: ogni individuo segue tutti gli altri in modo che nessuno sia veramente alla guida. Esperimenti fatti alcuni decenni fa con un esemplare decerebrato e incapace di adattarsi ai movimenti dell’insieme hanno messo in luce che diventa proprio la sardina acefala quella su cui si orienta il resto del banco. L’esperimento suggerisce come i politici alla testa di branchi umani siano non di rado persone patologicamente carenti di responsabilità sociale). (…)”

Stavolta, ragazzi, mi sa che il trucco della sardina non vi è riuscito. In Ticino e in Svizzera non ci sono abbastanza pesci che abboccano alle vostre esche avvelenate.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!