Frizzi come la musica in sottofondo

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In una televisione sempre urlata, sopra le righe, piena di astio e ipocrisia, quelli come Frizzi sono un’isola di salvezza. Perché dopo un po’ sei stanco, e i Frizzi sono la copertina di Linus, sono come il papà che ti legge la favola prima di andare a dormire.

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Ci ho pensato su un po’ prima di parlare di Fabrizio Frizzi. Non perché non meriti, poverino, ma GAS è abituato ad occuparsi di altri tipi di personaggi e personalità, più legate alla politica o all’impegno sociale. Inoltre a me Frizzi non è mai piaciuto granché, anche se in fondo, televisivamente, mi ha accompagnato sicuro e inossidabile negli ultimi 30 anni.

Poi, però, mi sono accorto di un leggero malessere, una piccola malinconia nascosta che si agitava lenta nel profondo. L’ho cercata per capirla, per analizzarla. L’ho tirata fuori, l’ho messa in un barattolo di vetro e ho cominciato a osservarla con la lente. Mentre lo facevo mi ripetevo che Frizzi in fondo non mi piaceva, non seguivo i suoi programmi, lo ritenevo un personaggio appiattito sulla visione borghese della famiglia media italiana, eppure in un certo modo mi mancava.

Si, mi mancava, ma cosa? La modestia, il sorriso un po’ sgangherato, la goffaggine mai nascosta del tutto. In una televisione sempre urlata, sopra le righe, piena di astio e ipocrisia, quelli come Frizzi sono un’isola di salvezza. Perché dopo un po’ sei stanco, e i Frizzi sono la copertina di Linus, sono come il papà che ti legge la favola prima di andare a dormire.

D’altronde lo diceva lui stesso: “io sono un uomo normale”. Si, normale. Niente gossip, niente rotocalchi, una vita vissuta in una splendida normalità. Quella normalità che in fondo gli invidi un po’.

Era un brav’uomo? Forse. Era donatore di midollo osseo, una cosa rara anche tra i donatori, perché è una procedura dolorosa e con un certo rischio. Insomma, non è come donare il sangue. Sorrideva sempre, aveva quel certo imbarazzo che lo seguiva come una coda. Mai, almeno in video, un’incazzatura, mai una parola esagerata, mai un litigio poi trascinato sui giornali scandalistici.

Ecco. Per questo Frizzi in fondo un po’ mi manca, anche se era come la musica in sottofondo, quella di cui ti accorgi solo quando la spengono.

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