Grancia e lo shopping che ti dà la nausea

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Malori e capogiri per clienti e dipendenti al centro commerciale Lugano Sud. Il motivo? Le esalazioni dei prodotti usati per i lavori in corso, nonostante i quali non si è ritenuto necessario chiudere anche solo momentaneamente.

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Che lo shopping possa dare alla testa e farsi compulsivo come il gioco d’azzardo è cosa nota a tutti. Quell’euforia che vi assale nel momento in cui sentite dire “rien ne va plus” e quella morsa al basso ventre che s’allenta solo nell’attimo in cui la boule, la pallina della roulette, smette di caracollare e si accasa su di un numero è molto simile alla smania che s’impossessa di voi nel bel mezzo di un centro commerciale quando, di fronte all’oggetto dei desideri guarda caso immancabilmente scontato del sessanta o settanta per cento, siete disposti a giocarvi buona parte del vostro stipendio pur di portarvelo a casa.   

Insomma, che la smania per gli acquisti faccia male alla salute oltre che al vostro portafogli non è una gran novità. Anzi. E a testimoniarlo, una volta di più, è quanto si è verificato a Grancia qualche giorno fa quando diversi clienti hanno accusato malori e capogiri mentre si trovavano proprio nei vari negozi del centro commerciale di Lugano Sud. E dopo un iniziale smarrimento si è scoperto che, all’origine di nausea e vomito a carico di clienti e impiegati, c’erano i miasmi, le esalazioni emanate dai prodotti chimici utilizzati sul cantiere per i lavori di rifacimento della pavimentazione esterna del Centro.

Di per sé la notizia potrebbe anche sembrare una di quelle notiziole di poco conto, se non fosse che fotografa alla perfezione un malcostume ormai entrato a far parte del nostro quotidiano. Negozi che pur di rimanere aperti sempre e comunque effettuano lavori di ristrutturazione e di rifacimento rimanendo aperti al pubblico. Pensateci. Vi sarà di sicuro capitato di entrare in un negozio che in realtà si è poi rivelato essere un cantiere, no? Con qualche genio della comunicazione che per pigliarvi doppiamente per il culo, cercando di farvi andare bene la seccatura dei rumori o peggio degli odori di vernici, ferro e altre saldature ha pensato bene di tappezzare il negozio con scritte del tipo: stiamo lavorando per voi!

Per noi una cippa. Casomai per voi e per i vostri guadagni che, a quanto pare, non sono mai abbastanza. Perché il tempo è denaro e ogni secondo passato a non vendere nulla è un secondo perso. Ecco la regola. E quindi alla guerra come alla guerra. Poco importa se si tratta solo di un’insulsa guerra commerciale. Sempre aperti anche in situazioni delicate e potenzialmente pericolose come possono esserlo le ristrutturazioni compiute con i clienti, lì, fra i piedi, a lavori in corso. Come sta accadendo – per la cronaca – in questi giorni alla Manor di Bellinzona, ma in precedenza anche alla Migros di Lugano e che hanno causato spiacevoli grattacapi la settimana scorsa a Grancia. E, ditemi, per quale ragionevole motivo? Probabilmente per l’arte di accumulare cose, comprate con i soldi che non avete?

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