La carica dei nostalgici di Forza Nuova

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Ex terroristi latitanti, militari e poliziotti, fascisti dichiarati, negazionisti della Shoah, ultràs che si scattano selfie con Erik Priebke: questa la banda di Forza Nuova e soci che si presenta alle elezioni del 4 Marzo in Italia

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Sulla sua pagina ufficiale non si definisce partito né movimento, ma “Marcia”: già questo è sufficiente a intuire da quale relitto del passato tragga ispirazione la coalizione “Italia agli Italiani”, nata dall’Unione tra Forza Nuova, Fiamma Tricolore e “altre realtà nazionali”. Il suo programma elettorale è il seguente: la sopravvivenza del popolo italiano contro il pericolo della sostituzione etnica, diritti sociali reali invece che civili e sovranità monetaria nazionale. Obiettivi principali: abrogazione della legge sull’aborto e sull’obbligatorietà dei vaccini, incentivi a creare famiglie numerose, nessun riconoscimento a coppie gay. E, naturalmente, blocco dei flussi migratori e rifiuto di qualsiasi cultura incompatibile con la nostra “greco-romana” e cristiana.

Posizioni nette, ma d’altra parte Forza Nuova, principale partito della coalizione, è da sempre un movimento di estrema destra. Fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello, Forza Nuova è stato spesso accusato di xenofobia, omofobia, antisemitismo e negazionismo e si è spesso reso protagonista di atti di violenza e intimidatori.

Fiamma Tricolore, che si definisce l’unico movimento erede del MSI, fu fondata  invece nel 1995 da Pino Rauti in seguito alla “svolta di Fiuggi”, un convegno nel quale Gianfranco Fini, che poi divenne leader di Alleanza Nazionale, per la prima volta affermò che l’antifascismo fu un “momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato” e che la destra non è figlia del fascismo, ma di valori che preesistono ad esso. Il distacco di Fini, mossa politica per poter governare, lacerò MSI che volle rimanere fedele alla sua ispirazione fascista e che si scisse in tanti partiti, tra i quali, appunto, Forza Nuova e Fiamma Tricolore che il 4 marzo 2018 aspirano ad entrare in Parlamento.

Ma chi sono i candidati che chiedono agli italiani il loro voto?

Roberto Fiore, innanzitutto, di estrazione borghese, padre di 11 figli. Come riporta l’Espresso in una inchiesta dello scorso dicembre, Fiore è stato condannato per banda armata e associazione sovversiva come capo di Terza Posizione, l’organizzazione nata negli anni ’70 della quale facevano parte molti terroristi degli anni di piombo come Francesca Mambro, Giuseppe Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini. Quando i suoi ex camerati commettevano la strage di Bologna nel 1980 Fiore era già in Inghilterra, fuggito, dove trovò l’appoggio dei servizi segreti britannici. Tornato in Italia negli anni ’90 fondò Forza Nuova. Negli ultimi 5 anni il partito è stato denunciato 240 volte per violenza.

Vi sono poi i “tutori della legge” e i servitori dello Stato : un generale dell’esercito in pensione che ha effettuato missioni nei Balcani, Afghanistan e Iran, un tenente dell’Aeronautica militare, numerosi poliziotti e agenti carcerari e persino un ex magistrato espulso dalla magistratura nel 2013. A loro si aggiungono l’ amico di Carminati (Mafia Capitale), il negazionista che ultimamente ha affermato che nei campi di concentramento vi erano cinema e piscine e negato che l’Olocausto abbia causato sei milioni di vittime (leggi qui);  l’ultras dell’Hellas noto per aver intonato allo stadio il coro «Una squadra fantastica fatta a forma di svastica»;  il “Toten-Rune” come il simbolo runico adottato dalle SS per indicare i morti e che sul suo profilo Facebook appare in una foto in cui abbraccia Erich Priebke, il capitano delle SS che partecipò all’eccidio delle Fosse Ardeatine in cui persero la vita 335 italiani.
La coalizione viene arricchita da un ex leghista, un ex grillino e da colui che ha affermato che il femminicidio non esiste ma è un’invenzione della sinistra.

Questa la coalizione di nostalgici che il 4 marzo prossimo aspira a raccogliere il 3% dei voti e salire in Parlamento. Ogni commento è superfluo.

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