La valle degli Elfi esiste

Pubblicità

Quella degli Elfi è una comunità di persone fuggite dalla società moderna. Non sono una setta come gli Amish, ma degli Amish hanno la stessa allergia alla modernità. Nella valle, nelle case contadine distanti l’una dall’altra anche un’ora di cammino, non c’è elettricità, televisione o altre comodità che oggi ci sembrano indispensabili.

Di

Cammina cammina, sali per l’erta china sassosa della mulattiera, una delle tante che costellano l’appennino tosco-emiliano. Tra floride faggete e macchie di altre decidue, si inerpica sinuosa e silenziosa in altezza, fino ai mille metri. Le nuvole si rincorrono nel cielo, a ombreggiare la valle degli Elfi, nelle montagne del Pistoiese.

Non vi dirò esattamente dove abitano, non amano i curiosi e i turisti, anche se sono aperti allo scambio e all’ospitalità del viandante.

Quella degli Elfi è una comunità di persone fuggite dalla società moderna. Non sono una setta come gli Amish, ma degli Amish hanno la stessa allergia alla modernità. Nella valle, nelle case contadine distanti l’una dall’altra anche un’ora di cammino, non c’è elettricità, televisione o altre comodità che oggi ci sembrano indispensabili.

Gli Elfi non conoscono proprietà privata, vivono un esperimento per dimostrare che si può vivere senza le illusioni e le magie dalla società capitalista e consumista. Gli Elfi vivono la loro di magia, fatta del cadenzare delle stagioni e dei frutti della terra. Ogni famiglia ha a disposizione un ettaro da coltivare, ciò che necessita a quattro persone. E quello che era un esperimento è diventato uno stile di vita. I coloni, figli di operai, senza il becco di un quattrino, hanno occupato trent’anni fa le cascine diroccate di un villaggio abbandonato e ne hanno fatto la loro casa, Gran Burrone hanno chiamato quel primo insediamento.

Stavolta è la lentezza della legge italiana a favorire questi squatter dalle orecchie a punta. Infatti, negli anni ’80, se si occupava una casa e il proprietario non denunciava entro un mese, si poteva avviare un processo con cavilli e burocrazia che poteva durare anni. L’occupazione fu scoperta dai proprietari solo mesi dopo, e alla fine decisero che sfrattare gli Elfi, che in fondo tenevano pulita e in ordine la valle, era più la spesa che l’impresa. Per una volta, un disguido burocratico è andato a vantaggio di una fantasia, di un gioioso modo di vivere la vita, nel rispetto della natura e dei propri vicini.

Restaurate le case, puliti i boschi, coltivati i campi. L’insediamento si è allargato, e come una sirena, attirava altri naufraghi della nostra società divoratrice, gente che voleva ricominciare senza scappare. Oggi gli Elfi non sono più i capelloni lazzaroni. La gente del posto li rispetta, sono cocciuti, entusiasti, lavoratori e amano quella valle. Ne amano le faggete e il bramire dei cervi in autunno. Ne amano i germogli e le fresche acque torrentizie, che rotolano giocose a valle.

Fabio Piacentini, uno dei fondatori, racconta:

“Fra noi il termine fratellanza ha un significato vero. È una cosa che sentiamo veramente. Ci sentiamo come una grande famiglia. Quindi anche se uno di noi se ne va per un periodo, è considerata una cosa normale.

Si va e si ritorna, proprio come in una famiglia.”

Si ritorna in famiglia, a Gran Burrone, nella valle degli Elfi, dove il tempo è scandito dalle lune che sorgono e tramontano. Dove la natura detta i suoi ritmi lenti, a volte dolci, a volte severi. Una valle magica anche per gli uomini.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!