I leoni ormai senza unghie

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Sembra finita la pacchia per gli haters online e i leoncini da tastiera, soprattutto per coloro che si nascondevano dietro a dei profili falsi.

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Sembra finita la pacchia per gli haters online e i leoncini da tastiera, soprattutto per coloro che si nascondevano dietro a dei profili falsi. Cosa sta cambiando? È abbastanza semplice.

Fino a qualche giorno fa, se qualcuno vi dava dello scemo via Facebook e usava un profilo falso, la legge era costretta, sempre che decidesse di farlo visto la pratica onerosa e macchinosa, a inoltrare una rogatoria internazionale. Nel caso di Facebook, per esempio, negli Stati Uniti, dove l’azienda di Zuckerberg ha sede. Infatti le informazioni sugli utenti Facebook sono gestite negli USA.

Per questo motivo in futuro, un social come Facebook, dovrà avere anche un recapito svizzero, in modo da agevolare le pratiche. Questo non ci salva ovviamente dall’odio o dal razzismo sui social, ma di sicuro rende più difficili attacchi o sproloqui non consoni al diritto penale. Ricordiamo infatti che le norme contro il razzismo e contro la diffamazione o l’ingiuria comportano multe salate, oltre che procedimenti penali a seconda della gravità.

La mozione, approvata due giorni fa in Parlamento, è conseguente a un’altra presentata due anni fa da Christian Levrat, presidente del Partito Socialista, che chiedeva di potere trattare i dati di utenti svizzeri in una:

“…rappresentanza in Svizzera che ha il potere di trasmettere direttamente alle autorità svizzere di perseguimento penale i dati necessari a una procedura penale, senza che questi debbano passare per l’assistenza internazionale in materia penale”

La legge, che fino a ieri aveva spesso le mani legate, da domani ha un ausilio in più per fare pulizia dalle porcherie che spesso vengono spalmate sul web e sui social. Perché le regole che valgono nella società civile devono valere anche per le piazze virtuali. Se la pacchia non è finita, è pur vero che ai leoni da tastiera sarà più facile spuntare le unghie.

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