Lorenzo Quadri, zero in condotta

Lorenzo Quadri si lagna con i soliti toni infantili degli studenti che hanno manifestato contro i tagli alle borse di studio e in sostegno del diritto allo studio

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Oggi, alle manifestazioni studentesche e ai sit-in di un tempo, a riprova della vitalità dei giovani e del loro dinamismo, si aggiungono talvolta i flash mob. Un fenomeno d’inizio millennio nato anche grazie a internet. Dall’inglese flash, lampo, perché si tratta di un’azione rapida, fulminea, unita a mob, termine che sta per folla. E proprio una folla improvvisa, composta perlopiù da studenti, si è materializzata qualche giorno fa in Piazza Dante a Lugano per esprimere pubblicamente la delusione e tutto il proprio disappunto per le misure di risparmio, ovvero gli ennesimi tagli attuati dal Governo riguardo alle borse di studio erogate dal Cantone.

Già. Perché quella stessa classe politica che senza vergogna si riempie la bocca di futuro, promettendo misure e investimenti atti a garantire un avvenire ai nostri ragazzi, poi fa di tutto per ipotecarlo, renderlo precario, mortificarlo e farsene beffa. Come nel caso di Lorenzo Quadri, sì proprio lui, che inviperito per gli attacchi all’indirizzo della Lega, su Facebook, ha risposto ai manifestati con un post dai toni francamente da prima asilo: “Uhhh, che pagüüüraaa! A parte che non li ho visti perché ero in Municipio, ma se questi “studenti” di giovedì mattina sono in giro a manifestare (?), vuol dire che non studiano poi tanto. Ma forse per “diritto allo studio” intendono il diritto a fare gli studenti a vita, senza però studiare”.

Insomma, siamo alla politica dello “gne-gne-gné”. O, se preferite, dello “specchio riflesso senza ritorno”. Ecco a cosa ci troviamo di fronte. Poiché è questo il livello infimo delle argomentazioni di cui fa sfoggio il direttore del Mattino che, ciclicamente, è pronto a vomitare a comando tutto il suo veleno e la sua insofferenza nei confronti dell’universo mondo. In questo caso di quello scolastico. Il tutto condito da un campionario ormai collaudato di smorfie e sberleffi. “Non si capisce poi cosa abbia a che vedere la Lega con gli smantellamenti scolastici – c’ha tenuto a puntualizzare il direttore del Mattino – “la scuola (rossa) che verrà” è PS, per cui la manifestazione si sarebbe semmai dovuta tenere davanti ad una cabina telefonica”.

La folgorante replica degli studenti non si è però fatta attendere. Innanzitutto ricordando all’alfiere leghista che la loro protesta, con la riforma denominata “La scuola che verrà”, non c’entrava un’emerita cippa. “Onorevole Quadri, se c’è qualcuno che deve studiare, quello è lei. Stupisce vedere come uno dei capoccia del “movimento” non sappia nemmeno che decisioni abbiano preso i suoi rappresentanti in Governo e Parlamento. Questi ultimi hanno infatti promosso e sostenuto i tagli alle borse di studio e le varie misure di risparmio nella scuola, compreso il tentativo di estendere al Bachelor la restituzione forzata di un terzo delle borse di studio.”

Perché fare i capricci e cercare di buttarla in rissa su ogni questione, che sia politica o meno poco importa, va bene forse all’asilo. Ma non quando si hanno di fronte dei giovani adulti che molto presto saranno la classe dirigente di questo Paese. Del prossimo futuro. Una classe si spera migliore di quella che certi Lorenzi Quadri qualunque forniscono loro quale pessimo esempio del presente.    

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