Il sindaco in divisa da deportato

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Il sindaco di Udine ritratto su alcuni manifesti con la divisa da internato di Auschwitz. Ennesimo episodio di odio in Italia.

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Soffia il vento dell’odio in Italia. Ormai sempre più frequentemente la cronaca nazionale è costellata di notizie di episodi insensati di discriminazione e intolleranza. Spesso si tratta di bravate, che però sono il campanello d’allarme del degrado di una società ormai impoverita non solo economicamente, ma anche spiritualmente.

L’ultima notizia di odio gratuito viene da Udine, grazioso capoluogo di provincia di una regione tradizionalmente crocevia di culture, nonché porta sull’est Europa e i Balcani e pertanto naturalmente “melting pot”: il Friuli Venezia Giulia. Protagonista, suo malgrado, Furio Honsell, matematico e sindaco di centro sinistra per dieci anni della città friulana, attualmente in corsa per la guida della Regione.

Nei giorni scorsi ignoti hanno tappezzato i muri di Udine con degli adesivi antisemiti che ritraevano il sindaco con indosso la tristemente nota divisa da deportato  e la scritta “Furio Honsell sindaco di Auschwitz”. Sul petto Honsell ha il logo dell’ANPI, l’associazione nazionale partigiani d’Italia, alla quale è stato vicino.

La vicenda richiama due altri episodi simili accaduti sempre ad Udine nei mesi scorsi: la comparsa di svastiche sui manifesti elettorali e l’imbrattamento dei muri di un circolo Arci.

Immediate le reazioni di sdegno. L’attuale sindaco di Udine Carlo Giacomello ha dichiarato: Un gesto che dimostra deficienza, nel senso di totale mancanza di conoscenza di quella che è la storia, e questo a prescindere dal fatto che ad essere oggetto di questo vergognoso atto sia stata una figura come quella di Furio Honsell, che proprio sul tema della Resistenza e dell’antifascismo si è sempre battuto in prima persona”.

Udine infatti è Medaglia d’oro al valor militare per la Lotta alla liberazione ed ha avuto un sindaco Elio Morpugo morto durante la deportazione ad Auschwitz. „Nostro compito – conclude  il primo cittadino– dove per nostro non intendo noi come amministrazione, ma noi come cittadini tutti, è quello di essere sempre vigili affinché casi come questo siano casi isolati».

Purtroppo, però, il sindaco sbaglia: non si tratta di casi isolati, ma di episodi sempre più frequenti. Emblematico il caso degli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma comparsi qualche mese fa allo stadio Olimpico della Capitale, così come molti altri episodi di intolleranza verso stranieri, omosessuali, minoranze, oppositori politici.

Tuttavia non si può non concordare con lui: bisogna rimanere vigili, mai abbassare la guardia contro l’odio. Il 25 aprile è tutti i giorni.

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