Svizzera e città, la Destra in affanno

Un interessante articolo su Swissinfo ci riporta la tendenza, degli ultimi anni in merito alla colorazione politica delle città svizzere. La recente votazione politica di Zurigo, che ha spostato ancora di più nell’area rossoverde la città sulla Limmat, è emblematica di questa tendenza.

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Un interessante articolo su Swissinfo ci riporta la tendenza, degli ultimi anni in merito alla colorazione politica delle città svizzere. La recente votazione politica di Zurigo, che ha spostato ancora di più nell’area rossoverde la città sulla Limmat, è emblematica di questa tendenza.

Come in molte realtà, sia europee che extraeuropee, il divario tra città e campagne si accentua sempre più. Attualmente, le città svizzere con più di 20’000 abitanti sono quasi divise a metà tra Destra e Sinistra, con quest’ultima in avanzata e forze come i liberali, ad esempio, che arrancano.

Zurigo, Losanna, Ginevra, Lucerna, Basilea, i giganti Svizzeri, sono decisamente orientati a sinistra. Parliamo di città che solitamente superano i 100’000 abitanti fino ai 400’000 di Zurigo.

Anche qui però è interessante notare una cosa. Parlare di città con una popolazione superiore alle 20’000 unità è fuorviante. Se calcoliamo la popolazione nel suo totale, non solo le città in mano alla Destra vanno dai 20’000 abitanti di Aarau ai 43’000 di Tuhn, ma complessivamente contano solo 270’000 abitanti. Dall’altra parte la sproporzione è notevole. Le città rossoverdi quintuplicano infatti il numero con complessivamente 1 milione e 350’000 abitanti.

Qual è il motivo, o i motivi? Beh, sono come sempre molteplici. Da una parte le realtà urbane, sono solitamente meglio disposte verso gli stranieri. Le grandi città sono più cosmopolite e i cittadini si trovano spesso a fianco a fianco a lavorare e vivere con persone provenienti da altre realtà. Poi le politiche di sinistra ed ecologiste sono più sentite in ambito urbano: cooperative abitative, attenzione ai trasporti pubblici e alla mobilità lenta.

Il cittadino è tendenzialmente anche più benestante di chi vive in periferia ed è di conseguenza meglio disposto a pagare per servizi di qualità. Un modello vincente che porta non a caso le nostre città a essere tra le più vivibili del mondo.

Nel nostro piccolo abbiamo lo stesso divario, con una città come Lugano in mano al centrodestra e una come Bellinzona a guida di centrosinistra. E anche qui è perlomeno interessante osservare il trend. Lugano sembra in difficoltà, la questione aeroporto, la fuga di commerci, l’abbandono di parte della piazza finanziaria e altri problemi degli ultimi anni sembrano perlomeno non consoni alla crescita e prova di una certa decadenza.

D’altra parte Bellinzona, dopo la fusione, sembra decisamente orientata verso il futuro. L’aumento del turismo, il giro della Svizzera atteso a giugno, l’inizio della costruzione dell’istituto di ricerca biomedica, (un’eccellenza a livello europeo) e le cifre nere, ne fanno una città tendenzialmente emergente. Nei prossimi anni non ci aspettano forse delle sorprese, ma di sicuro qualche guizzo di cambiamento sta arrivando.

In allegato, il grafico di Swissinfo

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