Zugo, il crollo di un tabù

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Dopo decenni, un’altra vacca sacra, un’icona di ricchezza cade. Il Canton Zugo, eldorado per milionari e globalisti, si trova ora costretto ad aumentare il moltiplicatore dall’82% all’86%, con un rialzo di quattro punti percentuali.

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Questa è una notizia che farà gioire molti, soprattutto chi ha sempre pensato che la concorrenza fiscale tra Cantoni fosse un gioco al massacro.

Dopo decenni, un’altra vacca sacra, un’icona di ricchezza cade. Il Canton Zugo, eldorado per milionari e globalisti, si trova ora costretto ad aumentare il moltiplicatore dall’82% all’86%, con un rialzo di quattro punti percentuali.

Ironia della sorte, è il ministro delle finanze UDC, partito sempre favorevole a far pagare meno tasse ai ricchi, a dover annunciare la sgradevole notizia. Heins Tännler ha presentato alla stampa il piano finanziario 2019. Il Cantone dei superricchi è in cifre rosse dal 2013 ed ha accumulato un disavanzo di 100 milioni, nonostante la sua popolazione sia probabilmente tra le più ricche della Svizzera e d’Europa.

Fa sorridere che oggi, anche i paladini del meno-Stato e della fiscalità light soprattutto sui redditi alti, si trovino a piangere miseria in seguito una politica che sulla carta porta indotti ma poi in realtà è una vera trappola.

Naturalmente si alzeranno le tasse un pochino (solo l’1% per i redditi più alti), ma si faranno anche dei bei tagli, perché è ovvio, chiamare i ricchi troppo alla cassa è un peccato, meglio togliere servizi alla popolazione.

Nella riforma, per assurdo, è previsto anche il licenziamento di 46 impiegati, sacrificati dall’amministrazione cantonale sull’altare del vitello d’oro.

Divertente invece la mini riforma, almeno per noi, con l’imposizione alle imprese di una tassa di 400 franchi, dove prima non pagavano nulla.

“Non ci saranno più società che non pagano nemmeno un franco di imposte”

Ha detto fiero Tännler. Noi, che veniamo da un Paese dove le imprese e la cittadinanza le tasse le pagano, rimaniamo come storditi di fronte a questo liberismo assurdo che non poteva, alla fine, che portare a questo risultato. Il paese del bengodi oggi non esiste più, o perlomeno è ridimensionato. Certo, vivere a Zugo costerà sempre meno (se sei milionario, chiaramente), ma un tabù si è rotto, e cioè che continuare a defiscalizzare è possibile senza dolore. Oggi, un Cantone che si era prostrato totalmente ai piedi di ricchi svizzeri e stranieri (leggi qui) scopre che per far funzionare un Cantone, non basta fare regali ai ricchi ma bisogna anche chedergli, ogni tanto, di passare alla cassa.

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