185’000 franchi per Cassis

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185’000 franchi sono costati al Ticino i festeggiamenti per il suo insediamento.

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Non si può relegare tutto sempre a una questione di soldi. Uno Stato deve avere dei rappresentanti, deve averli decorosi, pagati il giusto e non può mandare in giro i ministri in jeans con le toppe. O forse potrebbe, ma non in questo mondo.

Ed è giusto, in fondo, festeggiare, dopo tanti anni di latitanza da Berna, un Consigliere di Stato ticinese come Ignazio Cassis. A prescindere dalle idee politiche e dalle simpatie. 185’000 franchi sono costati al Ticino i festeggiamenti per il suo insediamento. Sono tanti soldi? Boh, dipende da come li usi. Ma in fondo non è nemmeno questo il punto. Nessuno discute su una cifra, spesa in festeggiamenti, che è l’equivalente di tre anni di stipendio di un operaio.

Non è neanche colpa di Cassis. È colpa nostra, che perdiamo la prospettiva, soprattutto in politica, in parlamento, nei consigli comunali, quando votiamo senza battere ciglio mezzo milione di franchi per mettere delle toppe a una strada secondaria ma storciamo il naso quando qualcuno chiede 5’000 franchi per delle attività giovanili. Si devolvono milioni alle stazioni sciistiche in valle e poi si urla allo scandalo per i sei milioni dedicati alla sperimentazione de “La scuola che verrà”. Si fanno tagli sugli assegni di famiglia, ma si regalano doppie mensilità al cancelliere in pensione.

Non sono accuse. Ogni spesa presa a sé stante ha delle motivazioni, quello che però davvero abbiamo perso sono le priorità. Io preferisco avere qualche strada in più con dei buchi e spendere di più per la formazione dei nostri ragazzi. Preferisco festeggiare Cassis gratis, con un bell’Urrà e tante pacche sulle spalle piuttosto che tagliare sussidi alle famiglie monoparentali. Preferisco pagare un po’ di tasse in più ma sapere che i disoccupati hanno delle reali possibilità di uscire dal tunnel.

Punti di vista, priorità. Dobbiamo alzarci la mattina e pensare se vogliamo davvero il bene del Paese in cui viviamo e dei suoi abitanti, o fare sempre e solo delle belle operazioni di pro saccoccia per noi e per gli amici degli amici. E qui, forse un appunto a Cassis, va fatto. Un bel gesto sarebbe stato rinunciare ai festeggiamenti in pompa magna e dire: Grazie, siete fantastici, ma quei soldi spendeteli per i ticinesi, non per me. Sarebbe stato un grande momento, uno di quelli in cui sei fiero di un politico, anche se non appartiene alla tua parrocchia. Uno di quei momenti in cui davvero avremmo potuto dire, fieri e anche un po’ commossi agli svizzeritedeschi: vedete? Questo è il nostro Consigliere federale.

Ma evidentemente è solo una questione di punti di vista.

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