Armi e disarmi dal Vangelo secondo Lorenzo

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Della pericolosità delle armi e di come l’occasione finisca per fare l’uomo ladro, il solito Lorenzo Quadri sembra infischiarsene bellamente, allergico a qualsiasi regola e corrente di sinistra che voglia “disarmare i cittadini onesti”, nonostante i 200 morti ogni anno in Svizzera a causa delle armi da fuoco

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L’idea è semplice e limpida quanto lo è bere un bicchier d’acqua. In Svizzera, ogni anno, si contano in media 200 morti d’arma da fuoco. Certo, meno della metà rispetto ai 460 che si registravano ancora alla fine degli anni Novanta, ma pur sempre troppi considerando che più di tre suicidi su quattro sono compiuti con questo tipo di arma, spesso anche al centro degli episodi di violenza domestica commessi a danno delle donne, come fa giustamente notare la presidente delle Donne Protestanti in Svizzera, Dorothea Forster.

Ecco perché, per evitare inutili tragedie, l’accesso alle armi va ulteriormente limitato. Punto e stop. Così, proprio in vista del dibattito che si terrà in Parlamento, è nata la “Piattaforma per una legislazione del futuro sulle armi”, un movimento trasversale teso a sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica su questo tema. E qui la storia sarebbe al suo epilogo se non fosse che della pericolosità delle armi e di come l’occasione finisca per fare l’uomo ladro sembra infischiarsene bellamente il solito Lorenzo Quadri. Allergico a qualsiasi regola e corrente di sinistra che voglia “disarmare i cittadini onesti”. Un imbonitore di terz’ordine capace, pur di fronte all’evidente puzza di bruciato, di rigirare la frittata facendola sembrare addirittura appetibile, grazie al potere della parola capace d’insaporire a dovere anche la peggior menzogna.

Capace di spacciare per un bicchier d’acqua del gin o della vodka solo perché, ad un primo colpo d’occhio, i liquidi si somigliano. E, a proposito di alcool, sarebbe un po’ come se di fronte all’inasprimento del consumo di questa sostanza per mettere una pezza alla piaga sociale dell’alcolismo, qualcuno, al posto delle restrizioni legislative che ne regolamentano l’uso, proponesse di azzerare tutto lasciando al buonsenso del singolo la decisione riguardo al consumo. In totale e piena libertà. Sarebbe il caos. La follia. Eppure, anche di fronte all’evidenza, la Wanna Marchi del bel Ticino non molla. E continua imperterrito a spacciare del pessimo fumo per del succoso arrosto o dell’acqua di mare come un medicamento miracoloso.

Così, anche dopo l’ultima scoppola rimediata poche settimane orsono riguardo a un ammorbidimento della legislazione federale sulla legittima difesa (leggi qui), l’elfo leghista non molla. Ma le spara grosse dalle colonne del Mattino proponendoci il suo sconnesso delirio su questo malaugurato giro di vite che si staglia minaccioso all’orizzonte, seppur ampiamente giustificato dagli eventi che la cronaca nera ci racconta tanto quanto fanno le statistiche. Già. Ma la favola che il Lorenzino vuole sentirsi raccontare e si racconta è ben altra. Leggere per credere.

Come noto, i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale hanno calato le braghe davanti al Diktat UE che vuole disarmare i cittadini onesti. (…) Avanti, caliamo le braghe ancora di più con l’UE! Facciamo che a decidere sulla nostra sicurezza nazionale siano i funzionarietti di Bruxelles! La Svizzera è in svendita ai saldi! Ma naturalmente c’è chi fa anche peggio. I Sinistrati (quelli che nel loro programma politico hanno l’adesione all’Unione europea e l’abolizione dell’esercito) esigono infatti restrizioni ancora più pesanti sulle armi in possesso dei cittadini onesti di quelle proposte dal governicchio federale. E non sono da soli. I kompagnuzzi infatti, assieme ad alcune associazioni, hanno creato una “Piattaforma per una legislazione del futuro sulle armi” (uella). Legislazione, evidentemente, proibizionista. E quindi contraria alle nostre tradizioni, alle nostre leggi, alle nostre specificità ed anche alla volontà popolare. Lascia basiti leggere che in tale Piattaforma figura anche la Federazione svizzera dei funzionari di polizia.

 

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