Buffon: lo sport e il crimine (di lesa maestà)

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Rigore al 93’ (e ultimo) minuto ed espulsione del capitano per proteste : « sed lex dura lex » vale anche per un semi-dio degli stadi ? Buffon : » l’arbitro hacommesso un crimine contro l’umanità. Al posto del cuore ha un bidone dell’immondizia ». A mente fredda, su ITALIA 1 (Le Iene), Buffon ribadisce concetto e contenuto del suo pensiero anche se ammette di averlo esternato in modo eccessivo. Ma nessun passo indietro sulla « logica ». Appunto: detto con gli antichi romani, ben prima di Augusto e Traiano : « sacrilegio crimen est quod maiestatatis dicitur ». E’ un crimine di sacrilegio, quello che viene chiamato « di lesa maestà ». Sacrilegio contro Dei e imperatori. Sostituiti ai nostri giorni dai giocatori di calcio, in mancanza d’altri contenuti in grado di riempire la vita , come diceva il saggio « Barba di Treviri », in parte ancor’oggi noto con il suo vero nome, Karl Marx. Un « Ersatz », una sostituzione.

Ecco perché Buffon conferma: perchè sul 3 a 0, la Juventus era a 20 secondi dai supplementari, in teoria poteva passare il turno, vincere anche la semifinale e perché no, pure la finale, coronando così un sogno: il proprio, soprattutto, quello del grande portiere Buffon che a 40 anni avrebbe vissuto l’apoteosi, proprio come un semi-dio greco o un Cesare romano. E anche perchè la Roma ce l’aveva fatta contro il Barcellona. Ma nel calcio la Juve è «caput mundi » , e allora perchè Roma si e Juve no ? No, se tale Michel Oliver, inglese, si permette di applicare « cinicamente » (Buffon dixit) le regole? Ma i semi-dei sottostanno alle regole? Nell’antichità no di certo, specialmente in materia di donne altrui. Ai nostri giorni nemmeno. Ma il paradosso sta nel fatto che per quanto la « logica » di Buffon non c’entri con lo sport, anzi, ne sia il suo esatto contrario, trovi degli estimatori: perché lo sport non è più solo sport: è « business », sponsor, pubblicità, show, oppio dei popoli, ecc. E allora : Oliver non poteva essere « flessibile ». ? Non poteva concedere (pure a noi « aficionados ») il lungo dramma dei supplementari? Questo è il vero punto, al di là del rigore – discutibile (ma non troppo, se si considera il concetto di « negligenza » nell’intervento di Benatia). Questo dice Buffon quando parla di “cinismo”. C’è una regola, e c’è un’applicazione. Ed è esattamente quanto dice l’Uefa con altre parole, quando nel nuovo « ranking » della Champions League concede un « bonus » ai grandi club che hanno vinto molto: esattamente l’opposto dello sport che è vita e evoluzione e che non dovrebbe concedere accessi privilegiati, esenti da turni preliminari, né al Real Madrid né alla Juventus né a tutte le altre grandi del passato.

Nella vita “sed lex dura lex”  è sovente crudele. Di recente un doganiere francese ha salvato una famiglia africana che rischiava di morire assiderata cercando di valicare un passo alpino: rischia sino a 5 anni di prigione per aver infranto la legge sull’emigrazione. Un suo collega ha fatto scendere dal treno una donna incinta, malata terminale di cancro, che voleva andare in Francia a partorire per affidare il neonato alla sorella. E’ morta dopo aver dato alla luce in Italia un figlio settimino. Ma lo sport non è sufficentemente importante per giustificare il termine di “sacrilegio” o di “stupro”(Benatia). Anzi : non dovrebbe essere così importante. Ma lo è. Anche per colpa nostra, per il peso che gli diamo: altrimenti Buffon sarebbe stato meno egocentrico e più « sportivo » e non avrebbe pure detto che « doveva difendere i suoi compagni e i 5000 tifosi venuti a Madrid, anche se in modo scomposto ».

Dimenticando, appunto, che al Bernabeu, si celebrava un evento sportivo e non una cruenta lotta fra due eserciti « l’un contro l’altro armati ». Di cui lo sport e la partita di calcio in particolare, rappresenta l’esatta sostituzione.

Questo non ha (ancora) capito Buffon – e con lui molti tifosi.

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