Digitalizzazione: società in trasformazione

La trasformazione digitale stà cambiando il nostro modo di vita o perlomeno quello di molti noi, volenti o nolenti.

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La trasformazione digitale stà cambiando il nostro modo di vita o perlomeno quello di molti noi, volenti o nolenti.

I più aggiornati stoccano i propri dati in un cloud (leggi qui), fanno i pagamenti online e prenotano biglietti del treno o di concerti tramite un app, solo per citare degli esempi classici.

Ci sono altre innovazioni interessanti che ci facilitano il disbrigo di noiose pratiche burocratiche. L’ app di una cassa malati permette per esempio di inoltrare le fatture per il rimborso con una semplice foto tramite smartphone.

Nei prossimi 10, 15 anni vivremo quindi (per alcuni sarà piuttosto un “subiremo”) ulteriori cambiamenti fondamentali.

Sarà assolutamente necessaria una fase di transizione per non emarginare le persone meno affini al mondo digitale e magari con delle difficoltà nell’utilizzo di computer, smartphone o altri apparecchi elettronici connessi.

Bisognerà trasformare i servizi in modo graduale, dando la possibilità alle persone di adattarsi.

L’utilizzo di sistemi informatici (lo è anche il vostro TV box) viene dato per scontato e semplice, ma non è proprio così.

Una digitalizzazione selvaggia senza controllo potrebbe creare disparità tra individui, vale a dire tra chi potrà usufruire di alcuni servizi e chi no (vedi http://gas.social/2018/04/storie-di-ordinaria-burocrazia/).

L’evoluzione attuale della digitalizzazione lasciata ad una pura logica di mercato, rischia di creare esattamente il tipo di effetto indesiderato citato sopra.

Da una parte si è forzato l’uso a livello personale di sistemi informatici e dall’altra si è sviluppata una competizione tra ditte che cercando di razionalizzare i propri servizi prestando poca attenzione a chi non terrà il passo; amministrazioni pubbliche comprese.

Inoltre affidiamo ai nostri sistemi elettronici sempre più informazioni. La gestione della sicurezza diventa fondamentale, materia ostica. Credo che ognuno di noi abbia già letto articoli sulle conseguenze di attacchi informatici o le recenti gesta di Cambridge Analytica.

Una vera e propria sfida per tutti gli operatori del settore, ma anche per ognuno di noi che dovremo imparare a capire cosa significa gestire la propria sicurezza informatica.

Immaginiamoci l’introduzione di un’identità elettronica che ci permetta di legittimarci per il voto elettronico o qualsiasi tipo di operazione con le autorità. Cosa potrebbe succedere se qualcuno se ne impossessasse ? Ve lo lascio immaginare.

Ci vorranno quindi ancora anni per far crescere la nostra “consapevolezza digitiale”, da non fraintendere con “competenza digitale”.

La consapevolezza ci dovrà aiutare a non diventare degli schiavi digitali, almeno non completamente, se consideriamo la nostra attuale avanzata “dipendenza” da cellulare e social media.

La digitalizzazione può renderci la vita più comoda, ma non bisogna considerare solo le chances, bensì anche i rischi e gestirli, a tutti i livelli.

 

*Consiglio la lettura di questo interessante articolo (solo in tedesco). https://webspecial.tagesanzeiger.ch/longform/brennpunkte-2017/jonas-luescher/.

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