Il re dei pagliacci

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Assistiamo in questi giorni alla parata di una banda di pagliacci, di coloro che gravitano intorno al presidente USA.

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Assistiamo in questi giorni alla parata di una banda di pagliacci, di coloro che gravitano intorno al presidente USA. Le recenti rivelazioni del suo avvocato sono infatti disarmanti. Non ci si capacita della valanga di approssimazione, idiozia e sporcizia che naviga a livello satellitare intorno alla presidenza USA più assurda della storia.

Ora alla sbarra c’è Michael Cohen, avvocato personale di Donald Trump, quello coinvolto nella querelle con la pettoruta Stephanie Clifford, al secolo Stormy (“tempestosa”) Daniels, la pornostar che aveva avuto una decina di anni fa una storia con the Donald. 130’000 dollari, secondo le indiscrezioni, pagati dal presidente per metterla a tacere, L’avvocato Cohen giura naturalmente che i soldi ce li ha messi lui, di tasca sua, e non l’integerrimo inquilino della Casa Bianca.

Poi l’FBI si è messa allegramente a frugare tra le carte dell’avvocato Cohen, e qui assistiamo a un altro tassello del degrado, dove un presidente USA sconfessa la sua stessa polizia federale scrivendo in un tweet: “Tutti gli avvocati d’America sono sconvolti dall’azione del FBI”.

Ad essere sconvolto sembra lui piuttosto, martellato ora dal libro dall’ex direttore dell’FBI Comey, e dallo stesso ufficio che indaga su di lui e sulle sue relazioni.

Chiariamo che non è accanimento. L’avvocato di Trump è sotto accusa per reati di frode bancaria e per la violazione della legge sui finanziamenti in campagna elettorale.

L’udienza ha avuto un colpo di scena quando Cohen ha dovuto svelare il nome di altri clienti, come il finanziatore del partito repubblicano Elliot Broydi o l’anchorman televisivo filotrumpista Sean Hannity. Insomma, un bel parterre che ora, alla luce del sole, vede svelati i suoi intrecci a livello finanziario e mediatico.

Ma in fondo sono quisquilie. La vera tragedia è la totale incapacità, l’approssimazione e la superbia con cui Donald Trump ha gestito questi mesi di presidenza, con continui licenziamenti e dimissioni di collaboratori, con azioni assurde, con tweet arroganti e con una politica estera decisamente incomprensibile. Per non parlare della recente guerra commerciale con la Cina, che ha portato alle dimissioni del suo consigliere economico Gary Cohn.

Diciamolo chiaro una volta per tutte. Donald Trump è un completo e indifendibile imbecille votato dalla metà degli statunitensi, purtroppo, anche se ora ha lo stesso gradimento di una granita alle acciughe. La speranza è che regga fino alle prossime elezioni, così che il cambiamento sia plateale e obiettivo, tra un modo perlomeno logico di vedere la politica di una nazione e l’assurda dirigenza di un despota medioevale con la sua corte di pagliacci

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