Kompagni di $cuola

Manuele Bertoli, ormai soprannominato “la verga del Volga” riesce dove decenni di comunismo hanno fallito, rossizzare la scuola, creare legioni di piccoli trozkysti, folle di leninisti, maree integerrime di piccole guardie rosse. 

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Signori, non ci sono kazzi. Il povero Fran$cini, che tanto ha dato alla scuola ticinese si appresta a entrare nell’oblio grazie a un grande leader come Manuele Bertoli, uno che Kim Jong Un manco è degno di pulirgli i valenki.
D’altronde per simpatico che fosse, il Franscini rimane un borghese mai sazio, capitalista e asservito alle lobby imperialiste.  Manuele Bertoli, ormai soprannominato “la verga del Volga” riesce dove decenni di comunismo hanno fallito, rossizzare la scuola, creare legioni di piccoli trozkysti, folle di leninisti, maree integerrime di piccole guardie rosse.

I timori di Morisoli e Pamini sono fondati. Il programma è chiaro. Atelier di Marxismo applicato al tessuto economico ticinese, dove si praticherà la collettivizzazione forzata, saranno alternati a laboratori di lavoro manuale, dove i piccoli sgherri del regime
impareranno a costruire frontiere per poi spalankarle.

L’Internazionale, ovviamente, sostituirà l’inno svizzero nell’obbligo scolastico.
Niente più settimane verdi o bianche (orrore! Bianche!) solo Settimane Rosse in visita alla Corea del Nord a vedere le meraviglie della monarchia comunista o nostalgiche rimpatriate in Albania a visitare i bunker del compianto Henver Hoxha. Niente visite a Cuba, ritenute dal
soviet scolastico ormai una rivoluzione tiepida e poco incisiva.

Insomma, una rivoluzione scolastica, un cambiamento epocale per emancipare quelle masse di babbuini ignoranti dediti alla decadenza delle apparecchiature digitali. Non ringraziateci, non ce n’è bisogno, a noi basta il sorriso (obbligatorio) dei bambini.

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